{"id":2855,"date":"2020-02-10T11:22:27","date_gmt":"2020-02-10T11:22:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.polonet.eu\/wp1\/?p=2855"},"modified":"2021-07-06T14:13:53","modified_gmt":"2021-07-06T14:13:53","slug":"il-green-deal-europeo-la-nuova-strategia-per-crescere-senza-danneggiare-il-pianeta","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.polonet.eu\/wp1\/news\/il-green-deal-europeo-la-nuova-strategia-per-crescere-senza-danneggiare-il-pianeta\/","title":{"rendered":"Il Green Deal europeo: la nuova strategia per crescere senza danneggiare il pianeta"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><tbody><tr><td>Il Green Deal europeo: la nuova strategia per   crescere senza danneggiare il pianeta       Rendere   sostenibile l\u2019economia dell\u2019UE e trasformare i problemi ambientali e   climatici in opportunit\u00e0 in tutti gli ambiti, senza lasciare indietro   nessuno. \u00c8 questa l\u2019idea guida del <em>Green Deal<\/em> europeo, la nuova   strategia per la crescita della Commissione van del Leyen, che si propone di   fare dell\u2019Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050.   La sua   realizzazione comporta interventi in tutti i settori dell\u2019economia, e in   particolare nei trasporti, nell\u2019energia, nell\u2019agricoltura, nell\u2019edilizia e in   diversi settori industriali (acciaio, cemento, TIC, prodotti tessili e   sostanze chimiche in primis), e impone di ripensare le politiche per   l\u2019approvvigionamento di energia pulita in tutti i settori economici,   aumentando il valore attribuito alla protezione e al ripristino degli   ecosistemi naturali, all\u2019uso sostenibile delle risorse e al miglioramento   della salute umana.   Nella   comunicazione pubblicata lo scorso dicembre che ha lanciato ufficialmente il   Green Deal europeo la Commissione definisce una <strong>tabella di marcia<\/strong>   delle azioni da avviare in diversi settori fra il 2020 e il 2021 al fine di   stimolare l\u2019uso efficiente delle risorse, arrestare i cambiamenti climatici e   la perdita di biodiversit\u00e0 e ridurre l\u2019inquinamento.   Il primo   intervento in programma \u00e8 la <strong>legge per il clima<\/strong> (l\u2019iter legislativo   inizier\u00e0 entro marzo), che stabilir\u00e0 le condizioni per una transizione equa   ed efficace facendo in modo che tutte le politiche europee contribuiscano a   raggiungere la neutralit\u00e0 climatica.   Passando   agli interventi settoriali, in tema di <strong>energia <\/strong>pulita, economica e   sicura, nel corso del 2020 saranno pubblicate due importanti strategie, una   relativa all&#8217;energia eolica offshore e un\u2019altra all\u2019<strong>integrazione   intelligente delle energie rinnovabili, dell\u2019efficienza energetica e di altre   soluzioni sostenibili<\/strong> e sar\u00e0 varata un\u2019iniziativa a sostegno delle <strong>ristrutturazioni<\/strong>   tesa a ridurre i consumi energetici e affrontare il tema della povert\u00e0   energetica, per permettere anche alle famiglie meno abbienti di usufruire dei   servizi energetici fondamentali riducendo le loro bollette. \u00c8 inoltre   prevista la valutazione, da parte della Commissione, dei <strong><em>Piani   nazionali energia e clima<\/em><\/strong>, che contengono i contributi degli Stati   membri a sostegno degli obiettivi UE (<a href=\"https:\/\/www.mise.gov.it\/index.php\/it\/energia\/energia-e-clima-2030\">qui<\/a> il piano italiano). &nbsp;   Per   conseguire gli obiettivi di un\u2019economia climaticamente neutra \u00e8 necessario il   pieno coinvolgimento <strong>dell\u2019industria e delle imprese<\/strong>. Nel 2020 saranno varate   una <strong>nuova strategia industriale<\/strong>, per affrontare la duplice sfida della   trasformazione verde e digitale, e un <strong>nuovo piano d\u2019azione per l\u2019economia   circolare<\/strong>, che comprender\u00e0, tra le altre cose, una politica per <strong>prodotti   sostenibili<\/strong>, per guidare la transizione in tutti i settori,   concentrandosi in particolare su <strong>tessile, edilizia, elettronica e materie   plastiche<\/strong> (settori ad alta intensit\u00e0 di risorse) e che sar\u00e0 affiancato da   misure per incoraggiare le imprese e rendere disponibili <strong>prodotti   riutilizzabili, durevoli e riparabili<\/strong>, analizzando la necessit\u00e0 di un   diritto alla riparazione, contrastando l\u2019obsolescenza programmata dei   prodotti (in particolare quelli elettronici) e responsabilizzando i   consumatori a compiere scelte informate e a svolgere un ruolo attivo nella   transizione ecologica.   Spostandoci   a valle del ciclo di prodotto, la Commissione interverr\u00e0 con <strong>riforme   legislative in materia di rifiuti<\/strong>, per incoraggiare e promuovere il   riciclaggio e il ricorso a prodotti riciclati e proporr\u00e0 <em>modello UE per la   raccolta differenziata dei rifiuti<\/em> al fine di garantire all\u2019industria materiali secondari pi\u00f9 puliti e riciclabili.   In tema di   <strong>edilizia<\/strong> &#8211; centrale per la riduzione dei consumi- la Commissione preme   per procedere in modo massiccio a ristrutturazioni di edifici pubblici e   privati anche attraverso la previsione di <strong>regimi di finanziamento   innovativi nell\u2019ambito di InvestEU<\/strong>, con particolare attenzione per la   &nbsp;ristrutturazione dell\u2019edilizia sociale.   Fondamentale   per la realizzazione del Green Deal europeo \u00e8 poi il settore <strong>digitale<\/strong>,   strumentale per la sostenibilit\u00e0 di diversi settori. La Commissione intende   avviare misure riguardanti da un lato l\u2019intelligenza artificiale, il 5G, il   cloud e l\u2019edgecomputing e l\u2019internet delle cose, che possono accelerare\/massimizzare   l\u2019impatto delle politiche per proteggere l\u2019ambiente, e dall\u2019altro   l\u2019efficienza energetica e le prestazioni del settore in termini di economia   circolare (dalle reti a banda larga ai centri dati e ai dispositivi TIC).   In materia   di <strong>trasporti<\/strong> &#8211; responsabili per 1\/4 delle emissioni di gas a effetto   serra dell\u2019Ue \u2013 la Commissione nel 2020 adotter\u00e0 una <strong>strategia per la   mobilit\u00e0 intelligente e sostenibile<\/strong>, che metta al primo posto gli <strong>utenti   <\/strong>e cerchi di offrire loro alternative pi\u00f9 economiche e accessibili, sane e   pulite rispetto alle loro attuali abitudini in materia di mobilit\u00e0, con forte   impulso per il trasporto multimodale, con ricorso a sistemi intelligenti di   gestione del traffico (anche con il sostegno del <strong><em>Meccanismo per   collegare l\u2019Europa<\/em><\/strong>, che nel prossimo ciclo finanziario presenter\u00e0 una   maggiore integrazione fra i suoi tre assi rispetto al programma in vigore)   Con la <strong>strategia   <em>dal produttore al consumatore<\/em><\/strong>, attesa in primavera, la Commissione   avvier\u00e0 un ampio dibattito teso ad analizzare <strong>tutte le fasi della catena   alimentare<\/strong>, preparando il terreno per una <strong>politica alimentare<\/strong> pi\u00f9   sostenibile, che promuova il consumo di alimenti sani a prezzi accessibili   per tutti, con un forte coinvolgimento degli agricoltori e dei pescatori   europei: Politica agricola comune (PAC) e Politica comune della pesca (PCP)   restano infatti strumenti fondamentali del prossimo ciclo finanziario e nella   proposta della Commissione almeno il 40% del budget della PAC e almeno il 30%   del FEAMP dovranno contribuire all\u2019azione per il clima.   La   salvaguardia e il ripristino degli ecosistemi naturali, che ci forniscono   cibo, acqua dolce, aria pulita e riparo e che attenuano le catastrofi   naturali e contrastano parassiti e malattie \u00e8 uno degli elementi portanti del   Green Deal europeo: entro marzo 2020 sar\u00e0 pubblicata anche la <strong>strategia   per la biodiversit\u00e0<\/strong>, che decliner\u00e0 la posizione della Commissione alla <em>Conferenza   delle parti della Convenzione sulla diversit\u00e0 biologica<\/em>, che si svolger\u00e0   a Kumming nell\u2019ottobre prossimo, fissando obiettivi e misure realizzabili per   arginare la perdita di biodiversit\u00e0. Questa strategia, che comprender\u00e0 anche   proposte per rendere pi\u00f9 verdi le citt\u00e0 europee e aumentare la biodiversit\u00e0   negli spazi urbani, sar\u00e0 anche la base per una <strong>strategia sulle foreste<\/strong>   e per misure nel settore dell\u2019economia blu.   L\u2019obiettivo   \u201cimpatto climatico zero\u201d non pu\u00f2 non comprendere interventi in materia di   prevenzione dell\u2019inquinamento e di eliminazione degli inquinanti: nel 2021 la   Commissione adotter\u00e0 un <strong>piano d\u2019azione per l\u2019inquinamento zero <\/strong>di<strong>   aria, acqua e suolo<\/strong> e una <strong>strategia <\/strong>in materia di <strong>sostanze   chimiche <\/strong>per la sostenibilit\u00e0.   Per dar   forza alla sua azione e persuadere le altre nazioni a seguirla, la   Commissione continuer\u00e0 anche a promuovere in tutto il mondo politiche ambiziose   in materia di ambiente, clima ed energia, dispiegando una <strong><em>diplomazia   del Green Deal<\/em><\/strong> e impegnandosi perch\u00e9 l\u2019Accordo di Parigi resti un   caposaldo della lotta ai cambiamenti climatici: l\u2019impegno maggiore si   riverser\u00e0 sui paesi limitrofi e sull\u2019Africa, oggetto di una strategia globale   attesa nei prossimi mesi.   Ultimo, ma   non per importanza, a marzo la Commissione lancer\u00e0 un <strong>patto europeo per il   clima<\/strong> attraverso il quale coinvolgere i cittadini dando loro un ruolo   nella formulazione e attuazione di nuove azioni, che si muover\u00e0 sulla falsa   riga dei <em>dialoghi con i cittadini<\/em> della Commissione.   &nbsp;   Per   realizzare gli obiettivi del Green Deal saranno necessarie enormi risorse   finanziarie. Per conseguire gli obiettivi in materia di clima ed energia   attualmente previsti per il 2030 si stima che occorreranno investimenti   supplementari annui dell&#8217;ammontare di 260 miliardi di \u20ac, pari a circa   l&#8217;1,5&nbsp;% del PIL del 2018, per i quali sar\u00e0 necessaria la mobilitazione   dei settori pubblico e privato.   A met\u00e0 del   mese di gennaio, quasi contemporaneamente all\u2019<a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/news\/it\/press-room\/20200109IPR69902\/green-deal-parlamento-da-suo-supporto-e-spinge-per-obiettivi-piu-ambiziosi\"><em>endorsement<\/em> del   Parlamento europeo<\/a>, che ha sollecitato la Commissione a proporre   traguardi ancora pi\u00f9 ambiziosi, \u00e8 stato presentato dalla Commissione anche il   <strong>Piano Investimenti per il Green Deal<\/strong> (denominato anche Piano   investimenti per un\u2019Europa sostenibile), il pilastro finanziario della sua   attuazione, che illustra in che modo i diversi programmi del prossimo ciclo   finanziario (2012-2027) contribuiranno ciascuno per la sua parte alla   realizzazione del Green Deal e che fissa l\u2019obiettivo di incrementare i   finanziamenti e mobilitare almeno <strong>1.000 miliardi di euro<\/strong> per la   transizione verde e crea un quadro che consenta ai privati e al settore   pubblico di effettuare investimenti sostenibili e di supportare le   amministrazioni pubbliche e i promotori di progetti perch\u00e9 sappiano   individuare progetti sostenibili e siano in grado di renderli eseguibili.   Il piano   comprende il <strong>Meccanismo per una transizione giusta<\/strong> destinato alle   regioni, all\u2019interno degli Stati membri, pi\u00f9 esposte alle ripercussioni della   transizione in quanto le loro economie sono pi\u00f9 dipendenti da attivit\u00e0 legate   a catene del valore dei combustibili fossili. Il <em>Meccanismo <\/em>contribuir\u00e0   a generare investimenti in attivit\u00e0 alternative operando su 3 assi di   intervento:   1) Il <strong>Fondo   per una transizione pi\u00f9 giusta<\/strong> (<em>Just transition fund<\/em>) destinato   alle regioni specifiche individuate dagli Stati membri al loro interno di   concerto con la Commissione; per queste regioni sono disponibili <strong>7,5   miliardi di nuovi fondi<\/strong> ai quali si andranno ad aggiungere contributi del   FESR e del FSE+ oltre a fondi nazionali di co-finanziamento, che dovrebbero   rendere disponibile una cifra indicativa di <strong>30-50 miliari<\/strong> totali   2) Un<strong>   sistema specifico per una transizione giusta nell\u2019ambito di InvestEU<\/strong>, che   ha lo scopo di attrarre investimenti privati nei territori interessati (per   esempio nei settori dell\u2019energia e dei trasporti e per aiutare le autorit\u00e0   pubbliche ad individuare nuove fonti di crescita) e che punta a mobilitare   circa <strong>45 miliardi<\/strong> di investimenti   3) Uno<strong>   strumento di prestito per il settore pubblico<\/strong>, in collaborazione con la   BEI, per accordare prestiti al settore pubblico destinati ad esempio agli   investimenti nelle reti di teleriscaldamento e alle ristrutturazioni   edilizie, che dovrebbero mobilitare investimenti per <strong>25-30 miliardi<\/strong>   Perno del   Meccanismo e punto di riferimento per tutti i suoi assi sono i <strong>Piani   territoriali per la transizione giusta<\/strong> che definiscono le sfide sociali,   economiche e ambientali derivanti dalla graduale cessazione delle attivit\u00e0   connesse ai combustibili fossili e dalla decarbonizzazione di processi e   prodotti ad alta intensit\u00e0 di gas a effetto serra.&nbsp;All\u2019interno dei Piani, preparati dagli Stati membri in dialogo con la Commissione, verranno   individuati i territori ammissibili a beneficiare del Fondo per la   transizione pi\u00f9 giusta, per ciascuno dei quali dovranno illustrare il   processo di transizione e i tipi di operazioni prospettate. Questi piani, che   dovranno essere coerenti con i piani nazionali per l\u2019energia e il clima,  saranno allegati ai programmi della politica di coesione che comportano il   sostegno del Fondo per una transizione giusta e saranno adottati dalla   Commissione insieme a essi; una volta approvati i piani, le regioni   individuate potranno accedere sia ai finanziamenti del Fondo per una   transizione pi\u00f9 giusta sia a quelli degli altri due pilastri del Meccanismo.   Parallelamente   a tutte queste iniziative la Commissione nel corso del 2020 proceder\u00e0 anche all\u2019avvio dell\u2019iter per il<strong> nuovo programma d\u2019azione per l\u2019ambiente<\/strong>,   complementare al Green Deal europeo, che andr\u00e0 a sostituire il <a href=\"http:\/\/www.europafacile.net\/Scheda\/News\/3295\">VII programma d\u2019azione<\/a> (in vigore fino a fine anno).   &nbsp;<br><br>   <strong>Formulari e Documenti<\/strong>   <br><a href=\"http:\/\/www.europafacile.net\/Scheda\/Download?p=2020271426.COM(2019)640.pdf%20&amp;t=D&amp;o=&amp;a=35127&amp;r=16940\">Comunicazione &#8211; Il   Green Deal europeo (file .pdf) <\/a><br>   <a href=\"http:\/\/www.europafacile.net\/Scheda\/Download?p=2020271426.COM(2019)640_annexI.pdf%20&amp;t=D&amp;o=&amp;a=35128&amp;r=16941\">Comunicazione &#8211; Il   Green Deal europeo &#8211; Azioni chiave (file .pdf) <\/a><br>   <a href=\"http:\/\/www.europafacile.net\/Scheda\/Download?p=2020271427.COM(2020)21.pdf%20&amp;t=D&amp;o=&amp;a=35129&amp;r=16942\">Comunicazione &#8211; Piano   Investimenti del Green Deal europeo (file .pdf) <\/a>   <br> <\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Green Deal europeo: la nuova strategia per crescere senza danneggiare il pianeta Rendere sostenibile l\u2019economia dell\u2019UE e trasformare i problemi ambientali e climatici in opportunit\u00e0 in tutti gli ambiti, senza lasciare indietro nessuno. \u00c8 questa l\u2019idea guida del Green Deal europeo, la nuova strategia per la crescita della Commissione van del Leyen, che si<\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"http:\/\/www.polonet.eu\/wp1\/news\/il-green-deal-europeo-la-nuova-strategia-per-crescere-senza-danneggiare-il-pianeta\/\" class=\"more-link btn btn-outline-primary\">Read More <span class=\"screen-reader-text\">Il Green Deal europeo: la nuova strategia per crescere senza danneggiare il pianeta<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3974,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true},"categories":[1],"tags":[],"jetpack_featured_media_url":"http:\/\/www.polonet.eu\/wp1\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Cattura-1.jpg","jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/paz4Ni-K3","post_mailing_queue_ids":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.polonet.eu\/wp1\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2855"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.polonet.eu\/wp1\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.polonet.eu\/wp1\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.polonet.eu\/wp1\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.polonet.eu\/wp1\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2855"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.polonet.eu\/wp1\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2855\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3975,"href":"http:\/\/www.polonet.eu\/wp1\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2855\/revisions\/3975"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.polonet.eu\/wp1\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3974"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.polonet.eu\/wp1\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2855"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.polonet.eu\/wp1\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2855"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.polonet.eu\/wp1\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2855"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}