Certificato di Eccellenza Europea per il Polo NET

Recentemente il Polo NET è stato insignito della Certificazione Bronze Label, un riconoscimento attestante l’eccellenza delle performance raggiunte dal Polo in qualità di cluster per l’innovazione. La certificazione rientra nel “Cluster Management Excellence – Striving for Cluster Excellence”, un riconoscimento che contempla tre livelli e fa parte di una iniziativa istituita per aumentare l’efficienza, la trasparenza e la dimensione europea dei Cluster. Il riconoscimento attesta il raggiungimento di un livello di eccellenza nella gestione delle attività del cluster in comparazione agli oltre 3.000 cluster presenti a livello europeo ed è stato conferito al NET dopo un’attenta valutazione da parte dell’ESCA (European Secretariat for Cluster Analysis) ovvero il segretariato europeo per l’analisi dei cluster con sede a Berlino. L’ESCA fornisce consulenza ai gestori di cluster e ai policy maker sullo sviluppo di cluster, facendo affidamento su una rete internazionale di circa 200 esperti di cluster appositamente formati ed è collegata allaa European Cluster Excellence Initiative (ECEI), un’iniziativa avviata dalla Commissione europea nel 2009, che ha sviluppato metodologie e strumenti per supportare le organizzazioni di cluster per migliorare le loro capacità di gestione. Nell’ambito della ECEI, gli esperti dell’ESCA hanno contribuito allo sviluppo di vari strumenti che supportano i gestori dei cluster nel loro cammino verso l’eccellenza. L’analisi comparativa dei cluster è riconosciuta sia dai gestori dei cluster che dai responsabili politici in tutta Europa. Dal 2008, oltre 1.100 organizzazioni di gestione dei cluster sono state testate secondo questa metodologia.

I cluster sono definiti come reti di aziende e istituti di ricerca / istruzione (tra cui università, scuole, organizzazioni private di ricerca e sviluppo, ecc.), che hanno un focus tematico, sono concentrate a livello regionale, organizzate a livello istituzionale e gestite da un cluster manager o un team di gestione del cluster (la cosiddetta Cluster Management Organization). L’eccellenza nella gestione dei cluster è considerata uno degli approcci più promettenti per aumentare il contributo dei cluster allo sviluppo economico sostenibile e per affrontare con successo i mega-trend dell’innovazione tecnologica.

Si segnala inoltra che il Polo NET fa parte della Piattaforma European Cluster Collaboration (ECCP), un’azione del programma di Internazionalizzazione dei Cluster per le lanciata dalla DG GROW della Commissione Europea nel 2016. La Piattaforma ECCP procura supporto di networking ed informazioni ai clusters e ai loro membri con l’obiettivo di migliorare le loro performance e la competitività attraverso la cooperazione transnazionale ed internazionale.

Slittano le scadenze dei bandi AICS per aziende ed enti territoriali

Avranno un mese di tempo in più le aziende italiane intenzionate a partecipare alla terza edizione del bando per la selezione di iniziative imprenditoriali innovative da ammettere a cofinanziamento e da realizzare nei Paesi partner di cooperazione per il perseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Lo slittamento del bando aperto lo scorso novembre è stato comunicato dall’Agenzia due settimane fa e solo recentemente pubblicato in gazzetta ufficiale. La scadenza per la presentazione delle idee progettuali slitta quindi dal 16 marzo al 20 aprile 2020.

Scarica il bando al link di seguito:

https://www.info-cooperazione.it/2019/11/al-via-la-terza-edizione-del-bando-aics-per-il-privato-profit-nella-cooperazione/

Slitta di oltre un mese anche il bando per la “Concessione di contributi a iniziative presentate dagli Enti territoriali da parte dell’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo in tema di Partenariati Territoriali e implementazione territoriale dell’Agenda 2030” per i quali è stata stanziata una dotazione finanziaria complessiva di 15 milioni a valere sulle risorse 2019. Il bando, pubblicato a fine dicembre scorso, sarebbe scaduto il 25 marzo, la nuova scadenza è fissata per il 27 aprile 2020.

Scarica il bando al link di seguito:

https://www.info-cooperazione.it/2019/12/dallagenzia-15-milioni-per-le-iniziative-di-cooperazione-degli-enti-territoriali/

Presentate soluzioni nel settore nautico con plastica di seconda vita nell’ambito della V Edizione della “BPER Banca Crotone International Carnival Race 2020”

Dal 22 al 26 febbraio si è svolta a Crotone la V Edizione della “BPER Banca Crotone International Carnival Race 2020”, la gara invernale di vela che coinvolge sportivi di diverse nazioni e che rappresenta ormai un evento storicizzato nella città di Crotone.

L’evento, organizzato dal Club Velico, con il patrocinio di BPER Banca, ha visto la partecipazione di circa 250 giovani atleti di diversi stati europei, che hanno gareggiato in sei prove, con un tempo perfetto che ha dato la possibilità di esprimere al meglio le proprie qualità agonistiche.

E’ stato così allestito, al porto turistico della città pitagorica un vero e proprio villaggio dove agli eventi sportivi di vario tipo si sono alternati convegni, tavole rotonde, stand espositivi.






Molto visitato lo stand del Consorzio NET che ha presentato IDEADOCK, la linea di cubi galleggianti realizzata utilizzando plastica riciclata, distribuiti da PlastiLab – Green Innovation, la startup innovativa aggregata all’incubatore crotonese NET.

Con questa linea di prodotti l’economia circolare arriva anche nel settore della nautica, infatti IDEADOCK è una linea di cubi galleggianti in plastica che può essere utilizzata per realizzare camminamenti pedonali galleggianti o piattaforme per gli sport acquatici, allestire un pontile, un eliporto su un litorale o anche per la produzione di un progetto artistico. I sistemi modulari

sono prodotti in parte con plastica seconda vita e studiati per essere sempre più funzionali, sicuri e resistenti agli agenti atmosferici e all’usura.

Nell’ottica di unire lo sport e la cultura ambientale, soprattutto tra i giovani, molto sensibili a tali tematiche, è stato realizzato domenica 23, un interessante convegno “Da un mare di rifiuti a un mare di risorse”, che ha visto una larga partecipazione.


Il workshop, moderato dal Presidente del Club Velico Francesco Verri, che ha svolto una breve relazione sulle potenzialità e gli sviluppi di iniziative di questo tipo che avvicinano la cultura ambientale allo sport coinvolgendo centinaia di persone, è proseguito con un intervento di Giancarlo Giaquinta, responsabile servizi innovativi del Consorzio NET, che ha parlato del Green Deal europeo, un percorso per una transizione giusta e socialmente equa, una serie di azioni concrete in materia di cambiamenti climatici per fare in modo che l’Europa diventi il primo continente a impatto climatico zero. Ciò significa emettere meno biossido di carbonio ed eliminare dall’atmosfera quello emesso, quindi sviluppo di fonti di energia più pulite e di tecnologie verdi, per produrre, viaggiare, consumare e vivere rispettando di più l’ambiente. E’ in questa ottica che il Consorzio NET ha realizzato con l’impresa associata Plastilab – Green Innovation, a Crotone, un “Laboratorio per lo studio, la prototipazione e la realizzazione di oggetti tramite l’utilizzo sostenibile dei rifiuti plastici”.

Le caratteristiche e le potenzialità del laboratorio sono state illustrate da Salvatore Leto, direttore tecnico del Consorzio NET, che ha indicato i tre settori in cui è articolato il laboratorio: estrusione, analisi fisiche/chimiche/reologiche, prototipazione. Un parte di intervento è stato dedicato agli ambiti di ricerca che saranno affrontati per capitalizzare le proprietà delle plastiche riciclate e delle sostanze naturali, quali la ginestra o la canapa, per realizzare materiali con elevate proprietà specifiche e basso impatto ambientale.

Il convegno è proseguito con gli interventi di Francesco Ettorre, Presidente della Federazione Italiana Vela (FIV), che ha indicato in dettaglio l’entità dell’inquinamento della plastica nei mari le ripercussioni sull’ecosistema, di Paolo Ranieri, Ingegnere di Confcommercio che ha centrato l’intervento sulla rigenerazione urbana, di Massimiliano Capalbo, co-fondatore di “Orme nel Parco”, che ha incentrato la sua relazione sulla sinergia indispensabile che deve esserci tra turismo e ambiente.

Le conclusioni sono state affidate a Mario Spanò, presidente della sezione di Crotone di Confindustria, che ha indicato una serie di opportunità che si possono realizzare attraverso una sinergia tra l’Associazione che rappresenta e le realtà locali per uno sviluppo organico e duraturo nella città di Crotone.

Grande soddisfazione per il richiamo che l’evento ha avuto è stata espressa da Luigi Borrelli, presidente del comitato organizzatore della V Edizione della “BPER Banca Crotone International Carnival Race 2020”, che ha ringraziato i numerosissimi partecipanti alle diverse iniziative, che hanno visto il porto turistico di Crotone vivere giornate intense di sport e cultura in una nuova visione per il territorio, orientata ad uno sviluppo ecosostenibile.
Ha inoltre indicato le date della BPER Banca Crotone International Carnival Race 2021 che sarà disputata dal 13 al 16 febbraio e riserverà altre novità ancora rispetto a un’edizione, questa, giudicata da tutti come la migliore di sempre sotto il profilo tecnico, dell’ospitalità e per i contenuti sociali e culturali, a cominciare dalla parata partecipata, venerdì 21, da migliaia di persone. Non a caso il presidente della FIV Francesco Ettorre si è trattenuto a Crotone per ben tre giorni insieme al presidente del regionale CONI Maurizio Condipodero.

Attività di internazionalizzazione in Kenia per il Consorzio NET

Attività di internazionalizzazione in Kenia
per il Consorzio NET

Prosegue l’attività di internazionalizzazione del Consorzio NET, che dopo le attività logistiche preliminari avviate nel novembre 2019, ha inaugurato la propria sede il 26  febbraio scorso nella città di Città di Nyandiwa sulle sponde del Lago Vittoria in Kenya. Ciò anche in occasione della missione scientifica, in corso, realizzata nell’ambito dell’accordo di collaborazione tra il Consorzio NET, l’Università Mediterranea di Reggio Calabria e altri partner del terzo settore.

Durante la cerimonia, il Capo e l’Assistente Capo della Comunità locale, Tobias Opiyo e Francis Owil, hanno salutato con entusiasmo la presenza nella regione di un gruppo così qualificato di tecnici ed hanno sottolineato l’importanza di avviare nel più breve tempo possibile la redazione di un piano di sviluppo urbano che sia in grado di sostenere il forte aumento della popolazione locale dovuto all’enorme crescita del mercato ittico, affrontando così in modo organico le tematiche della crescita socio-economica e della sostenibilità ambientale. Forte interesse allo sviluppo di nuove attività commerciali/artigianali e di miglioramento dei processi produttivi già attivi è stato espresso dai responsabili locali delle attività economiche, Aloys Okeya Obugo e Farao. La comunità locale, attraverso le parole del Capo presente, ha inoltre richiesto l’attivazione di corsi professionali mirati a formare professionisti e consulenti nell’ambito delle possibili potenzialità di sviluppo che il contesto rurale di Nyandiwa offre, a partire  dal potenziamento della coltura e della lavorazione di olio di Jatropha per biocarburanti avviata già da tempo dal Consorzio NET.

La missione dei professori della Mediterranea Villari, Nociforo e Proto, ha anche l’obiettivo di approfondire le tematiche della Comunità in termini di fabbisogni per l’abitare sostenibile, di  pianificazione territoriale ed urbana e di buone pratiche per lo sviluppo integrato della attività agricole, al fine di poter proseguire gli impegni progettuali assunti anche con la firma della Convenzione di Cooperazione. Il Consorzio NET, al rientro dalla missione dei docenti dell’Università di Reggio Calabria, ha programmato una serie di incontri con i partner del progetto e stakeholder nazionali ed internazionali, per una serie di iniziative tra cui la partecipazione a programmi di Cooperazione Internazionale.

SEMINARIO “Criteri ambientali minimi, acquisti verdi e riuso della plastica per uno sviluppo sostenibile”

SEMINARIO
“Criteri ambientali minimi, acquisti verdi e riuso della plastica per uno sviluppo sostenibile”

INAUGURAZIONE
“Laboratorio per lo studio, la prototipazione e la realizzazione di oggetti tramite l’utilizzo sostenibile dei rifiuti plastici”

Il 13 febbraio 2020 ha avuto luogo, presso l’Edificio Servizi del Consorzio NET a Crotone, un evento legato alla sostenibilità ambientale e alla corretta gestione dei rifiuti, in particolare quelli da plastica riciclata.

NET S.c.a.r.l., Consorzio che svolge, come Polo di Innovazione Regionale, un’attività di animazione, tutoraggio e accompagnamento delle imprese del settore dell’Ambiente, dei rischi naturali, delle energie rinnovabili e per la gestione ecosostenibile dei rifiuti, ha una compagine tra soci e aggregati di oltre 70 aziende, diffuse su tutto il territorio nazionale, e 10 organismi di ricerca tra i quali il CNR, l’Università della Calabria, e l’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Sono proprio le aziende e gli organismi di ricerca che rappresentano i due asset portanti del Consorzio che si propone, come core business, quello delle creazione e della facilitazione di sinergie virtuose tra imprese e mondo della ricerca.

L’evento del 13 febbraio scorso rappresenta proprio questo, un investimento per lo studio, la prototipazione e la realizzazione di oggetti con plastica di seconda vita e Plastilab S.r.l., una startup innovativa nata nel 2019 che intende operare in questo settore in forte crescita. La sede di PlastiLab è all’interno dell’incubatore del Polo di Crotone, in Via Avogadro, dove viene effettuata l’attività di ricerca e sviluppo.

La mission di PlastiLab è quella di offrire al mercato una serie di servizi che mirano alla lavorazione in loco, delle plastiche provenienti dalla raccolta differenziata. Plastilab intende pertanto operare nei diversi ambiti legati alla plastica “seconda vita” per la realizzazione di elementi di arredo urbano, strutture di parchi giochi attrezzati, arredamenti interni, pavimentazioni, che possono diventare in prospettiva un business importante per tutto il Meridione. Ovviamente ampio spazio sarà dedicato all’attività di ricerca, realizzata all’interno di quello che è di fatto il primo laboratorio in Italia per la caratterizzazione dei rifiuti plastici.

Plastilab è partecipata da IdeaPlast S.r.l., un’azienda con sede a Lainate che opera già, da più decenni, nel settore e che è fiduciosa di ampliare il proprio ambito al sud Italia, inarrivabile commercialmente finora per i costi elevati dovuti alla logista proibitiva del mezzogiorno.

Molto nutrito il programma dell’evento, che ha registrato la partecipazione di numerosi professionisti, aziende, docenti universitari, ricercatori e tecnologi. I lavori sono stati moderati da Giancarlo Giaquinta, responsabile servizi innovativi del Polo, che ha tracciato un quadro del contesto di riferimento nel quale si inquadra l’attività del riuso delle plastiche riciclate, che è quella dell’economia verde, che solo qualche giorno fa ha visto l’approvazione, a Strasburgo, di finanziamenti europei per mille miliardi nei prossimi dieci anni.
Quindi, quello del Consorzio NET, un percorso in linea con le tendenze nazionali, europee e mondiali che vedono nell’economia circolare un importante volano di crescita economica e sociale sostenibile.

I lavori sono proseguiti con i saluti del Presidente del Consorzio Luigi Borrelli il quale ha fatto un’escursus sulle attività svolte e i numerosi progetti in cantiere, così come previsti dal Piano degli Investimenti di oltre 3 milioni di euro finanziati al 65% dalla Regione Calabria nell’ambito del POR 2014/2020.
Un’importante occasione per le aziende calabrese e degli Enti locali di usufruire di servizi e consulenze ad alto valore innovativo.

La parola è passata, per un saluto, a Mario Spanò, past president di NET, attualmente presidente di Confindustria della provincia di Crotone. Il suo intervento tutto incentrato su una visione proattiva dell’imprenditoria locale che deve guardare alle numero possibilità di sviluppo green in un’ottica globalizzata nel rispetto dell’ambiente e della sostenibilità sociale.

La parola è passata, a Carlo Di Noia, dirigente di Fincalabra S.p.A. strumento tecnico ed operativo della Regione Calabria, che ha rappresentato l’efficace ruolo della Società: nell’attuazione delle politiche di sviluppo economico, nella creazione di nuova impresa, di accompagnamento delle aziende nei diversi investimenti previsti, nell’innalzamento dei livelli di competitività, nella promozione dello sviluppo tecnologico, nel sostegno alla internazionalizzazione, nella qualificazione delle risorse professionali e manageriali al fine di un significativo incremento dei livelli occupazionali in Calabria.

Un particolare saluto ai lavori del seminario è stato fatto anche da Antonella Rizzo, assessore regionale all’Ambiente, che ha seguito nelle varie fasi la realizzazione del progetto del “Laboratorio per le plastiche di seconda vita” in un’ottica di realizzare, nel futuro, manufatti non solo con plastiche riciclate, ma  “riciclate in Calabria”, un brand che darebbe un importante valore aggiunto, comportando l’azzeramento delle importanti emissioni dovute ai trasporti, nelle varie fasi, del materiale.

La sezione degli interventi specialistici è iniziata con l’intervento di Salvatore Leto, direttore tecnico di NET S.c.ar.l., che ha spiegato la nascita dell’iniziativa la quale avviene nell’ottica di capitalizzare le numerose esperienze realizzate in Europa nel campo del riciclo della plastica, realizzando in Calabria, in un particolare momento storico, una serie di servizi in questo settore che mira ad ampliarsi. Particolare momento storico in quanto:
○ da una parte vi è stata, negli ultimi anni, una notevole sensibilizzazione dei Comuni calabresi alla raccolta differenziata;
○ dall’altro l’imposizione agli Enti Pubblici dell’adozione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) che privilegiano l’utilizzo di prodotti sostenibili provenienti dal riciclo.
Quindi la possibilità di offrire una serie di servizi che mirano allo studio, all’analisi e alla lavorazione, in loco, delle plastiche provenienti dalla differenziata, che rappresentano un mercato sicuramente in crescita.

L’intervento di Marco Mancini, membro dell’Osservatorio Appalti Verdi, è stato incentrato sui risultati del primo Rapporto sull’applicazione del Green Public Procurement (GPP) in Italia che ha coinvolto 734 Comuni, 88 Comuni capoluogo e 52 Parchi ed Aree marine protette. Uno degli interessanti dati emersi attraverso il rapporto è che in Italia, indistintamente da nord a sud, i Comuni ritengono che la principale difficoltà sull’applicazione dei GPP risieda nella carenza di formazione del personale, segue la difficoltà nella stesura dei bandi e quella di trovare imprese con i requisiti previsti dai CAM. In quest’ottica, strutture come il Consorzio NET si possono candidare per il superamento di tali problematiche.

L’intervento di Silvano Fallocco, direttore della Fondazione Ecosistemi, ha completato, arricchendolo con le proprie esperienze la relazione di Marco Mancini. E’ stata descritta la situazione in Italia riguardante l’applicazione dei CAM, evidenziandone i punti di forza e le criticità, soprattutto relativamente ad alcuni comuni dove la Fondazioni Ecosistemi è stata consultata per la redazione di capitolati e bandi di gara. Quindi una situazione dove i diversi operatori rincorrono la legislazione che sembra essere più avanti rispetto alle possibilità di Enti pubblici e Aziende private di piccole dimensioni di stare al passo.

Di carattere squisitamente tecnico-scientifico la relazione di Antonio Tursi, giovanissimo ricercatore presso il Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche dell’Università della Calabria, che lavora nel gruppo di ricerca CF-INABEC, Laboratorio di Chimica-Fisica dei Materiali e Processi per l’Industria, l’Ambiente e i Beni Culturali. Molte le possibilità di ricerca prospettate dal Ricercatore, che è anche Consigliere della Società Chimica Italiana, nel settore delle plastiche di seconda vita, infatti ha spiegato come è possibile migliorare sensibilmente le proprietà delle plastiche da riciclo aggiungendo prodotti naturali (tipo ginestra, canapa, ecc.) insieme a specifici additivi che favoriscono i legami tra i prodotti petrolifici (le plastiche) e le sostanze naturali.

Totalmente di carattere imprenditoriale l’intervento di Alessandro Trentini, presidente della startup Plastilab – Green innovation, che opera nel settore da oltre un trentennio a Lainate, e a visto l’evoluzione del sistema di produzione e commercializzazione dei prodotti plastici. Trentini ha spiegato le motivazioni che lo hanno portato in Calabria, trasferendo il know-how acquisito per intercettare fasce di mercato irraggiungibili dalla Lombardia, per i notevoli costi di trasporto che rendono impossibile qualsiasi forma di commercializzazione di prodotti, di fatto, di costo contenuto. Plauso per l’idea di realizzare un marchio “riciclato in Calabria” che può essere un ulteriore stimolo verso differenziazione dei rifiuti e l’acquisto di prodotti realizzati da materia prima seconda.

Gli interventi si sono conclusi con la realzione di Rosalba Maida, funzionaria del settore ricerca scientifica e innovazione tecnologica della Regione Calabria, che ha riportato, con grafici e tabelle, i risultati raggiunti dall’Ente Regionale in termini di investimenti effettuati e obiettivi conseguiti. In particolare sono stati indicati i bandi pubblicati e quelli di prossima pubblicazione che rappresentano per la ricerca la linfa vitale di sviluppo e l’unica possibilità per l’imprenditoria per rimanere su un mercato che risulta essere più globalizzato. In questo scenario la parola d’ordine deve essere la cooperazione tra imprese e organismi di ricerca.

Le conclusioni sono state affidate a Gabriele Allitto, dirigente del settore ricerca scientifica e innovazione tecnologica della Regione Calabria, che ha ripreso gli aspetti più significativi del seminario e il ruolo di incubatori, come il Consorzio NET, che accelerano e rendono sistematico il processo di creazione di imprese, fornendo una serie di servizi di supporto integrati che includono a volte gli spazi fisici, i servizi di supporto allo sviluppo del business e le opportunità di integrazione e networking. Incubatori di terza generazione caratterizzati da una spiccata specializzazione e supporto anche nella cooperazione nell’ambito di cluster per imprese innovative.
Tutte attività che la Regione favorisce tramite finanziamenti ai progetti così come previsto dalla strategia regionale di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente della Calabria S3.

Alla conclusione dei lavori si è passati al taglio del nastro di inaugurazione del“Laboratorio per lo studio, la prototipazione e la realizzazione di oggetti tramite l’utilizzo sostenibile dei rifiuti plastici”

Il laboratorio è costituito da tre sezioni: l’estrusione, le analisi fisiche, chimiche e reologiche, e il settore prototipazione.
L’estrusione è certamente il settore più importante soprattutto per gli aspetti di ricerca e sviluppo che le aziende possono realizzare; l’estrusore è un monovite con una produzione di 150 kg/h, quindi una soluzione semindustriale per quantitativi limitati di prodotto. E’ possibile realizzare delle mescole, additivando la plastica proveniente dalla raccolta differenziata con sostanze naturali (es. canapa, la ginestra, ecc…) per ottenere delle materia prime seconde che possono essere utilizzate per la realizzazione di specifici manufatti.
Eseguita l’estrusione della materia plastica si passa alla sezione relativa alle prove di laboratorio per verificare le proprietà chimiche, fisiche e reologiche. Una serie di specifiche attrezzature quali: calorimetro a scansione differenziale, MFI per la determinazione dell facilità di un polimero fuso di fluire attraverso un capillare a diverse temperature, dinamometro che opera fino a 10 kN e un durometro digitale portatile, permettono di realizzare tutta una serie di analisi per certificare il prodotto e valutarne l’utilizzo per la produzione di manufatti in un insieme diversificato di settori.

L’ultimo settore del laboratorio è quello relativo alla prototipazione, infatti tramite macchine a controllo numerico sarà possibile realizzare prototipi per valutare tutte le caratteristiche del manufatto da produrre poi attraverso serie industriali.

Partendo dall’analisi delle caratteristiche che il manufatto deve avere, sarà possibile scegliere i materiali in modo accurato, studiare i volumi e i cicli produttivi e fornire la soluzione alle esigenze che il mercato attuale richiede.
Si potranno così risolvere già in fase di progettazione del manufatto tutte le problematiche legate alla realizzazione del prodotto, sempre in considerazione della tecnologia di produzione che si vuole adottare.

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Mostra Nazionale “RiArtEco”

Ultimi giorni per le iscrizioni alla Mostra Nazionale “RiArtEco”

Candidature da inviare entro il 15 febbraio, le opere dovranno pervenire entro il 27. Una bella opportunità per gli artisti calabresi per affacciarsi su uno scenario nazionale!

RiartEco è la Mostra Nazionale più importante di opere d’arte realizzate attraverso il recupero di materiali di riciclo. Dopo 15 anni di successi in tutta Italia, per il 2020 partirà da Reggio Calabria.

Il nostro pianeta è in grave sofferenza a causa degli sprechi e delle montagne di rifiuti. RiartEco si rivolge al mondo dell’arte, dell’architettura e del design ecologico, quindi ad artisti,  designer  e  creativi  di  ogni  età, che  possono  iscriversi singolarmente  o  in  gruppi  e  presentare  opere  realizzate  con  materiali  di  recupero,  rifiuti  e  scarti.  Le opere saranno pubblicate nel catalogo della Mostra che sarà distribuito gratuitamente durante tutti gli eventi del tour nazionale. L’inaugurazione del tour si terrà il 1° marzo a Reggio Calabria all’interno del Parco Ecolandia, dove le opere rimarranno esposte fino al 24 marzo 2020.

Gli artisti possono partecipare presentando una o due opere realizzate con materie prime non tossiche e materiali da smaltire come rifiuto. Per presentare la propria candidatura è necessario compilare il modulo presente sul sito www.riarteco.it e spedirlo per email a info@riarteco.it, corredato di foto, titolo e descrizione dell’opera/delle opere da inserire in catalogo. 

Il termine ultimo per la presentazione delle domande di iscrizione è il 15 febbraio 2020. 

Gli artisti selezionati riceveranno conferma da parte dell’organizzazione tramite mail,  in  modo  da  poter  completare l’iscrizione entro 15 giorni con il pagamento di una quota di partecipazione che comprende:

• l’inserimento dell’opera/delle opere nel catalogo

• l’esposizione dell’opera/delle opere in tutte le sedi del tour

• gli spostamenti intermedi nelle sede espositive delle diverse città ospitanti la mostra.

RiArtEco – RIutilizzo ARTistico ECOlogico – è un movimento artistico e di idee che propone una esposizione di opere d’arte per sensibilizzare le pubbliche amministrazioni, le istituzioni ed i cittadini affinché si possano ridurre gli sprechi e i consumi. L’obiettivo di RiartEco – che da anni opera in collaborazione con il Museo delle Forme Inconsapevoli “C. Costa” di Genova, il Museo di Arte Contemporanea “Macro Asilo” di Roma, con la fondazione “Michelangelo Pistoletto” – Città dell’Arte e con l’ISPRA, Istituto Superiore Prevenzione e Ricerca Ambientale di Roma – è quello di coinvolgere, grazie all’arte, quante più persone le persone alla ricerca ed al raggiungimento della sostenibilità, alla differenziazione e riutilizzo dei rifiuti ed al risparmio delle risorse.

Via libera dunque all’arte “vera” in quanto originale, inclusiva e significativa, per far sì che i rifiuti acquisiscano una valenza creativa il cui significato andrà ben oltre l’aspetto estetico e diverrà portatore di valori che richiamano ad un impegno etico e sociale.

NET al 7° nodo tematico “Reggio verso il distretto dell’economia civile”

Promosso dall’Associazione “La Strada”, si è svolto a Reggio Calabria martedì 11 febbraio il 7° Nodo Tematico “Reggio verso il distretto dell’economia civile”, con relatori l’Assessore al patrimonio, ai lavori pubblici e ai giovani del Comune di Napoli, avv. Alessandra Clemente, il Referente di Libera territoriale Avv. Giuseppe Marino, e il Direttore Generale del Polo NET, dr. Pietro Milasi.

In particolare, il contributo alla tematica offerto dal Polo di Innovazione Ambiente e Rischi Naturali, si è focalizzato su una proposta concreta di buona prassi per qualsiasi governo degli Enti locali, a partire dalla futura amministrazione della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Il Direttore Generale, difatti, ha sottolineato come, nella Città Metropolitana e in generale in tutte le città, assistiamo a utilizzo di fondi pubblici e altri risorse per aprire numerosi cantieri, e come questi possano trasformarsi in opportunità per la collettività, con particolare riferimento alle tematiche ambientali. L’auspicio del Polo NET e quindi il suggerimento per i nuovi amministratori, è quello di utilizzare sempre più, in coerenza con lo spirito del Codice degli Appalti, lo strumento dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che solitamente attribuisce un peso considerevole alla qualità del progetto proposto dalle ditte appaltatrice. Nell’ambito dell’offerta migliorativa, una importanza fondamentale viene assunta dal soddisfacimento dei “Criteri Ambientali”. Allora, perchè non proporre, sempre secondo Pietro Milasi, una griglia molto cogente e impegnativa, che comprenda ad esempio sub criteri per:

* la compensazione della CO2: l’impresa offerente potrebbe impegnarsi a compensare la CO2 prodotta, misurando e rilevando la propria produzione in cantiere, attestando il tutto con “certificati bianchi” e piantumando, nella città in zone pubbliche, alberi adeguati in compensazione;

* l’impegno all’adozione di pratiche e processi rispettosi dell’ambiente (uniformi Ecolabel, mezzi elettrici, attrezzature a basso consumo o utilizzo di energie alternative per attività in cantiere)

* attività di sensibilizzazione ambientale alla Comunità più prossima al cantiere, attraverso opuscoli per i cittadini, per le scuole, e/o altre iniziative.

Conclude il Direttore Generale affermando che se gli amministratori locali adottassero queste attenzioni, semplici ma importanti, certamente tutta la collettività ne avrebbe un beneficio significativo e le strade delle Città improvvisamente potrebbero trasformarsi in viali alberati.

Il Green Deal europeo: la nuova strategia per crescere senza danneggiare il pianeta

Il Green Deal europeo: la nuova strategia per crescere senza danneggiare il pianeta Rendere sostenibile l’economia dell’UE e trasformare i problemi ambientali e climatici in opportunità in tutti gli ambiti, senza lasciare indietro nessuno. È questa l’idea guida del Green Deal europeo, la nuova strategia per la crescita della Commissione van del Leyen, che si propone di fare dell’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. La sua realizzazione comporta interventi in tutti i settori dell’economia, e in particolare nei trasporti, nell’energia, nell’agricoltura, nell’edilizia e in diversi settori industriali (acciaio, cemento, TIC, prodotti tessili e sostanze chimiche in primis), e impone di ripensare le politiche per l’approvvigionamento di energia pulita in tutti i settori economici, aumentando il valore attribuito alla protezione e al ripristino degli ecosistemi naturali, all’uso sostenibile delle risorse e al miglioramento della salute umana. Nella comunicazione pubblicata lo scorso dicembre che ha lanciato ufficialmente il Green Deal europeo la Commissione definisce una tabella di marcia delle azioni da avviare in diversi settori fra il 2020 e il 2021 al fine di stimolare l’uso efficiente delle risorse, arrestare i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità e ridurre l’inquinamento. Il primo intervento in programma è la legge per il clima (l’iter legislativo inizierà entro marzo), che stabilirà le condizioni per una transizione equa ed efficace facendo in modo che tutte le politiche europee contribuiscano a raggiungere la neutralità climatica. Passando agli interventi settoriali, in tema di energia pulita, economica e sicura, nel corso del 2020 saranno pubblicate due importanti strategie, una relativa all’energia eolica offshore e un’altra all’integrazione intelligente delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica e di altre soluzioni sostenibili e sarà varata un’iniziativa a sostegno delle ristrutturazioni tesa a ridurre i consumi energetici e affrontare il tema della povertà energetica, per permettere anche alle famiglie meno abbienti di usufruire dei servizi energetici fondamentali riducendo le loro bollette. È inoltre prevista la valutazione, da parte della Commissione, dei Piani nazionali energia e clima, che contengono i contributi degli Stati membri a sostegno degli obiettivi UE (qui il piano italiano).   Per conseguire gli obiettivi di un’economia climaticamente neutra è necessario il pieno coinvolgimento dell’industria e delle imprese. Nel 2020 saranno varate una nuova strategia industriale, per affrontare la duplice sfida della trasformazione verde e digitale, e un nuovo piano d’azione per l’economia circolare, che comprenderà, tra le altre cose, una politica per prodotti sostenibili, per guidare la transizione in tutti i settori, concentrandosi in particolare su tessile, edilizia, elettronica e materie plastiche (settori ad alta intensità di risorse) e che sarà affiancato da misure per incoraggiare le imprese e rendere disponibili prodotti riutilizzabili, durevoli e riparabili, analizzando la necessità di un diritto alla riparazione, contrastando l’obsolescenza programmata dei prodotti (in particolare quelli elettronici) e responsabilizzando i consumatori a compiere scelte informate e a svolgere un ruolo attivo nella transizione ecologica. Spostandoci a valle del ciclo di prodotto, la Commissione interverrà con riforme legislative in materia di rifiuti, per incoraggiare e promuovere il riciclaggio e il ricorso a prodotti riciclati e proporrà modello UE per la raccolta differenziata dei rifiuti al fine di garantire all’industria materiali secondari più puliti e riciclabili. In tema di edilizia – centrale per la riduzione dei consumi- la Commissione preme per procedere in modo massiccio a ristrutturazioni di edifici pubblici e privati anche attraverso la previsione di regimi di finanziamento innovativi nell’ambito di InvestEU, con particolare attenzione per la  ristrutturazione dell’edilizia sociale. Fondamentale per la realizzazione del Green Deal europeo è poi il settore digitale, strumentale per la sostenibilità di diversi settori. La Commissione intende avviare misure riguardanti da un lato l’intelligenza artificiale, il 5G, il cloud e l’edgecomputing e l’internet delle cose, che possono accelerare/massimizzare l’impatto delle politiche per proteggere l’ambiente, e dall’altro l’efficienza energetica e le prestazioni del settore in termini di economia circolare (dalle reti a banda larga ai centri dati e ai dispositivi TIC). In materia di trasporti – responsabili per 1/4 delle emissioni di gas a effetto serra dell’Ue – la Commissione nel 2020 adotterà una strategia per la mobilità intelligente e sostenibile, che metta al primo posto gli utenti e cerchi di offrire loro alternative più economiche e accessibili, sane e pulite rispetto alle loro attuali abitudini in materia di mobilità, con forte impulso per il trasporto multimodale, con ricorso a sistemi intelligenti di gestione del traffico (anche con il sostegno del Meccanismo per collegare l’Europa, che nel prossimo ciclo finanziario presenterà una maggiore integrazione fra i suoi tre assi rispetto al programma in vigore) Con la strategia dal produttore al consumatore, attesa in primavera, la Commissione avvierà un ampio dibattito teso ad analizzare tutte le fasi della catena alimentare, preparando il terreno per una politica alimentare più sostenibile, che promuova il consumo di alimenti sani a prezzi accessibili per tutti, con un forte coinvolgimento degli agricoltori e dei pescatori europei: Politica agricola comune (PAC) e Politica comune della pesca (PCP) restano infatti strumenti fondamentali del prossimo ciclo finanziario e nella proposta della Commissione almeno il 40% del budget della PAC e almeno il 30% del FEAMP dovranno contribuire all’azione per il clima. La salvaguardia e il ripristino degli ecosistemi naturali, che ci forniscono cibo, acqua dolce, aria pulita e riparo e che attenuano le catastrofi naturali e contrastano parassiti e malattie è uno degli elementi portanti del Green Deal europeo: entro marzo 2020 sarà pubblicata anche la strategia per la biodiversità, che declinerà la posizione della Commissione alla Conferenza delle parti della Convenzione sulla diversità biologica, che si svolgerà a Kumming nell’ottobre prossimo, fissando obiettivi e misure realizzabili per arginare la perdita di biodiversità. Questa strategia, che comprenderà anche proposte per rendere più verdi le città europee e aumentare la biodiversità negli spazi urbani, sarà anche la base per una strategia sulle foreste e per misure nel settore dell’economia blu. L’obiettivo “impatto climatico zero” non può non comprendere interventi in materia di prevenzione dell’inquinamento e di eliminazione degli inquinanti: nel 2021 la Commissione adotterà un piano d’azione per l’inquinamento zero di aria, acqua e suolo e una strategia in materia di sostanze chimiche per la sostenibilità. Per dar forza alla sua azione e persuadere le altre nazioni a seguirla, la Commissione continuerà anche a promuovere in tutto il mondo politiche ambiziose in materia di ambiente, clima ed energia, dispiegando una diplomazia del Green Deal e impegnandosi perché l’Accordo di Parigi resti un caposaldo della lotta ai cambiamenti climatici: l’impegno maggiore si riverserà sui paesi limitrofi e sull’Africa, oggetto di una strategia globale attesa nei prossimi mesi. Ultimo, ma non per importanza, a marzo la Commissione lancerà un patto europeo per il clima attraverso il quale coinvolgere i cittadini dando loro un ruolo nella formulazione e attuazione di nuove azioni, che si muoverà sulla falsa riga dei dialoghi con i cittadini della Commissione.   Per realizzare gli obiettivi del Green Deal saranno necessarie enormi risorse finanziarie. Per conseguire gli obiettivi in materia di clima ed energia attualmente previsti per il 2030 si stima che occorreranno investimenti supplementari annui dell’ammontare di 260 miliardi di €, pari a circa l’1,5 % del PIL del 2018, per i quali sarà necessaria la mobilitazione dei settori pubblico e privato. A metà del mese di gennaio, quasi contemporaneamente all’endorsement del Parlamento europeo, che ha sollecitato la Commissione a proporre traguardi ancora più ambiziosi, è stato presentato dalla Commissione anche il Piano Investimenti per il Green Deal (denominato anche Piano investimenti per un’Europa sostenibile), il pilastro finanziario della sua attuazione, che illustra in che modo i diversi programmi del prossimo ciclo finanziario (2012-2027) contribuiranno ciascuno per la sua parte alla realizzazione del Green Deal e che fissa l’obiettivo di incrementare i finanziamenti e mobilitare almeno 1.000 miliardi di euro per la transizione verde e crea un quadro che consenta ai privati e al settore pubblico di effettuare investimenti sostenibili e di supportare le amministrazioni pubbliche e i promotori di progetti perché sappiano individuare progetti sostenibili e siano in grado di renderli eseguibili. Il piano comprende il Meccanismo per una transizione giusta destinato alle regioni, all’interno degli Stati membri, più esposte alle ripercussioni della transizione in quanto le loro economie sono più dipendenti da attività legate a catene del valore dei combustibili fossili. Il Meccanismo contribuirà a generare investimenti in attività alternative operando su 3 assi di intervento: 1) Il Fondo per una transizione più giusta (Just transition fund) destinato alle regioni specifiche individuate dagli Stati membri al loro interno di concerto con la Commissione; per queste regioni sono disponibili 7,5 miliardi di nuovi fondi ai quali si andranno ad aggiungere contributi del FESR e del FSE+ oltre a fondi nazionali di co-finanziamento, che dovrebbero rendere disponibile una cifra indicativa di 30-50 miliari totali 2) Un sistema specifico per una transizione giusta nell’ambito di InvestEU, che ha lo scopo di attrarre investimenti privati nei territori interessati (per esempio nei settori dell’energia e dei trasporti e per aiutare le autorità pubbliche ad individuare nuove fonti di crescita) e che punta a mobilitare circa 45 miliardi di investimenti 3) Uno strumento di prestito per il settore pubblico, in collaborazione con la BEI, per accordare prestiti al settore pubblico destinati ad esempio agli investimenti nelle reti di teleriscaldamento e alle ristrutturazioni edilizie, che dovrebbero mobilitare investimenti per 25-30 miliardi Perno del Meccanismo e punto di riferimento per tutti i suoi assi sono i Piani territoriali per la transizione giusta che definiscono le sfide sociali, economiche e ambientali derivanti dalla graduale cessazione delle attività connesse ai combustibili fossili e dalla decarbonizzazione di processi e prodotti ad alta intensità di gas a effetto serra. All’interno dei Piani, preparati dagli Stati membri in dialogo con la Commissione, verranno individuati i territori ammissibili a beneficiare del Fondo per la transizione più giusta, per ciascuno dei quali dovranno illustrare il processo di transizione e i tipi di operazioni prospettate. Questi piani, che dovranno essere coerenti con i piani nazionali per l’energia e il clima, saranno allegati ai programmi della politica di coesione che comportano il sostegno del Fondo per una transizione giusta e saranno adottati dalla Commissione insieme a essi; una volta approvati i piani, le regioni individuate potranno accedere sia ai finanziamenti del Fondo per una transizione più giusta sia a quelli degli altri due pilastri del Meccanismo. Parallelamente a tutte queste iniziative la Commissione nel corso del 2020 procederà anche all’avvio dell’iter per il nuovo programma d’azione per l’ambiente, complementare al Green Deal europeo, che andrà a sostituire il VII programma d’azione (in vigore fino a fine anno).  

Formulari e Documenti
Comunicazione – Il Green Deal europeo (file .pdf)
Comunicazione – Il Green Deal europeo – Azioni chiave (file .pdf)
Comunicazione – Piano Investimenti del Green Deal europeo (file .pdf)

Partecipa alla Startup Competition più grande d’Italia

L’innovazione nelle sue diverse declinazioni rappresenta una concreta opportunità per il rinnovamento, il rilancio e lo sviluppo socio economico del nostro Paese.

Il WMF – We Make Future per il settimo anno consecutivo vuole incentivare l’unione tra innovazione e imprenditoria attraverso l’organizzazione della Startup Competition più grande d’Italia. L’obiettivo è contribuire a promuovere e supportare idee e progetti innovativi.

Il cuore della Startup Competition è “l’elevator pitch”, una breve presentazione che racchiude gli elementi chiave di un’idea imprenditoriale, pensata per attrarre possibili investitori o promuovere una business idea.

Al termine della fase di selezione, il Team Innovation del Festival annuncerà le 6 startup finaliste che avranno la possibilità di esporre il proprio pitch sul Mainstage di fronte alla giuria e al pubblico presente al Festival. Ogni team avrà 3 minuti di tempo per presentare gli elementi chiave della propria idea. La giuria avrà poi altri 3 minuti per formulare domande di approfondimento. Al termine, giurati e pubblico esprimeranno il proprio voto per decretare il vincitore.

La call è dedicata a individui, team, start up e aziende con progetti o idee innovative.

I progetti candidati alla Startup Competition vengono selezionati sulla base dei seguenti criteri:

  • Competenze del team, conoscenza del settore, realizzabilità del progetto;
  • Stadio di sviluppo del prodotto/servizio;
  • Grado di innovazione e difendibilità della stessa;
  • Contesto competitivo e posizionamento;
  • Rispondenza con i bisogni del mercato e della clientela e dimensione della stessa;
  • Potenzialità di business dell’idea.

Per maggiorni informazioni, consultare il sito:

https://www.webmarketingfestival.it/startup-competition/

SICURVIA – Seminario finale

SICURVIA – Seminario finale

Mercoledì 18 dicembre 2019, presso l’aula di teledidattica del dipartimento DIIES dell’università Mediterranea di Reggio Calabria, si è svolto il seminario finale di presentazione dei risultati delle ricerca condotta nell’ambito del progetto SICURVIA, la Piattaforma Gestionale Innovativa dedicata all’identificazione certa delle aree di ricovero e vie di fuga sicure in caso di sisma ed altri eventi indesiderati.

Il progetto che ha visto come capofila il Parco Ludico tecnologico ambientale di Ecolandia SCRL e come Ente di Ricerca il dipartimento DIIES dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, ha coinvolto nella ricerca l’impresa HWA s.r.l. ed il Consorzio Mediterraneo Stabile per lo Sviluppo Co.Me.S.

L’intera attività di ricerca rientrava nell’obiettivo specifico 1.2 “Rafforzamento del sistema innovativo regionale e nazionale – Azione 1.2.2 Supporto alla realizzazione di progetti complessi di attività di ricerca e sviluppo su poche aree tematiche e di rilievo e all’applicazione di soluzioni tecnologiche funzionali alla realizzazione delle strategio di S3” del POR CALABRIA FESR-FSE 2014-2020 – ASSEI – PROMOZIONE DELLA RICERCA E DELL’INNIVAZIONE

Alle 9.45, dopo i saluti e l’introduzione del responsabile scientifico di progetto, l’Ing. Filippo Pratico, è intervento, in qualità di rappresentante scientifico del Parco Ecolandia, l’Ing Polimeni che ha illustrato l’intero percorso effettuato e riepilogato tutti i passaggi effettuati nel corso della realizzazione del progetto.

Di seguito è intervenuto l’Ing. Massimo Merenda in qualità di rappresentante scientifico della Hwa  s.r.l. (spin off della Università mediterranea di Reggio Calabria), che ha presentato i risultati dei WP 1 e 2 curando la ricerca industriale preliminare ed avanzata, preoccupandosi dall’acquisizione di tutti i sensori e la componentistica hardware per la costruzione della piattaforma, della messa a punto finale in laboratorio del prototipo, del web server e della sicurezza informatica.

Successivamente la Dottoressa Roberta Santagati, rappresentante scientifico di Comes, ha illustrato come sono stati supportati i partner nello sviluppo degli algoritmi per l’analisi e la circolazione dei dati all’interno e all’esterno della piattaforma, come è avvenuta la diffusione dei risultati e quale sarà l’iter di brevettazione della piattaforma.

Infine gli Ing. Giuseppe Colicchio e Rosario Fedele, rappresentanti scientifici del DIIES e Capofila dell’intero progetto, hanno illustrato l’intera parte scientifica curata dal dipartimento medesimo e presentato i possibili sviluppi dei risultati ottenuti.

Anche il Polo NET, ha avuto all’interno del progetto, un importante ruolo di natura scientifica. Ha curato il calcolo dell’impronta ecologica, ovvero la quantità in kg di CO2 emessa nel corso delle attività di progetto svolte dall’inizio alla sua conclusione e comprensive dell’evento finale.

Grazie a NET, in seguito ai suoi cacoli ed alla successiva compensazione effettuata con progetti di piantumanzione, il progetto, in termini di carbon footprint, non ha avuto alcun impatto ambientale. Pertanto la CO2 prodotta pari a 14,6 tonnellate è stata compensata con 146 alberi equivalenti.

NET inoltre ha supportato il DIIES ed HWA nelle varie fasi del progetto ed in particolare nella scelta dei fornitori e nell’acquisizione dei materiali utilizzati per la creazione del prototipo.

Infine il settore ICT di NET ha curato la progettazione di una soluzione tecnica per la creazione di un WiFi HotSpot al fine di coprire l’intera area del parco Ecolandia e raggiungere tutti i quattro livelli in cui è suddivisibile l’area. La presenza di una rete HotSpot all’interno del parco era condizione necessaria per poter installare e testare i prototipi realizzati nel corso del progetto e denominati LUME costituiti da una serie di sensori e device di comunicazione. La soluzione proposta dal Polo, che ha individuato le posizioni ideali per l’installazione dei LUME, prevede un router per la connessione ad Internet attraverso la fibra, un dispositivo hardware per la gestione dell’HotSpot, e cinque antenne WiFi.