Decreto “Sostegni” Nota di Sintesi – Confindustria Crotone

Confindustrai Crotone ha reso noto il contenuto dell’ultimo DL Sostegni – DL n. 41/2021 in sintesi.

Misure di sostegno alle imprese e interventi di carattere fiscale

Per i soggetti che esercitano attività d’impresa, arte o professione è prevista la concessione di un

contributo a fondo perduto (art. 1), al ricorrere di due condizioni:

  • ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 non superiori a 10 milioni di euro;
  • ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 inferiore di almeno il 30% rispetto all’ammontare medio mensile di fatturato e corrispettivi del 2019.

L’ammontare del contributo è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2019, come segue:

  1. 60% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 100.000 euro nel periodo d’imposta 2019;
  2. 50% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 100.000 euro e fino a 400.000 euro nel periodo d’imposta 2019;
  3. 40% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro nel

periodo d’imposta 2019;

  • 30% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni nel periodo

d’imposta 2019;

  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro nel

periodo d’imposta 2019.

In ogni caso, a tutti i soggetti il contributo è riconosciuto entro il limite massimo di 150.000 euro; inoltre, sono previsti due limiti minimi individuali pari a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 per gli altri soggetti.

Il nuovo sistema di contributi a fondo perduto presenta diversi elementi migliorativi rispetto a quanto previsto dagli altri Decreti Ristori:

  1. il superamento del meccanismo dei codici ATECO, utilizzato nei precedenti Decreti Ristori, che aveva determinato una serie di criticità operative;
  2. la scelta di utilizzare come parametro per determinare l’ammontare degli indennizzi la media mensile del fatturato 2020, in luogo del solo bimestre gennaio-febbraio, così evitando di penalizzare le attività che, per effetto delle dinamiche stagionali, hanno fatturati concentrati in altri periodi dell’anno (ad esempio nel periodo estivo o natalizio);
  3. l’innalzamento della percentuale da applicare (alla perdita di fatturato) ai soggetti con ricavi o compensi più elevati (superiori a 1 milione di euro) nel 2019, che consente di tener conto dei maggiori costi fissi che le imprese con fatturati più elevati sostengono;
  4. l’innalzamento della soglia di accesso al contributo da 5 a 10 milioni di euro che, pur non avendo un impatto particolarmente significativo (perché aumenta di circa 30 mila i potenziali beneficiari del contributo), amplia la platea dei potenziali beneficiari nell’industria di circa 9.400 imprese.

Da segnalare che, a scelta irrevocabile del contribuente, il beneficio può essere riconosciuto sotto forma di contributo diretto o di credito d’imposta, quest’ultimo da utilizzare esclusivamente in compensazione ai sensi dell’art. 17 del D. Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, senza limiti. È assente la previsione di non concorrenza del credito di imposta – al pari del contributo – alla base imponibile delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini IRAP.

Misure di carattere fiscale

Sono sospesi fino al 30 aprile 2021 i versamenti delle entrate tributarie e non tributarie, scadenti tra l’8 marzo 2020 e il 30 aprile 2021, derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, dagli avvisi di accertamento esecutivi emessi dall’Agenzia delle entrate e gli avvisi di addebito emessi da Enti previdenziali previsti dagli articoli 29 e 30 del decreto-legge 31 maggio 2010,

n. 78, da cartelle di pagamento notificate dal 1° marzo al 30 aprile 2021 (art. 4).

I versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in unica soluzione entro il sessantesimo giorno successivo al termine del periodo di sospensione. Al riguardo, in considerazione dell’ampliamento del periodo di sospensione dei versamenti, il DL prevede lo scaglionamento nel tempo dei termini di notifica delle cartelle di pagamento da parte dell’agente della riscossione.

Inoltre, il DL interviene sulla disciplina della definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione, prevedendo che non si determini l’inefficacia di tali definizioni qualora il versamento delle relative rate scadenti nell’anno 2020 e di quelle scadenti il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio e il 31 luglio 2021 venga effettuato integralmente entro: i) il 31 luglio 2021, per quanto riguarda le rate in scadenza il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre 2020; ii) il 30 novembre 2021, per quanto riguarda le rate in scadenza il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio e il 31 luglio 2021 (art. 4).

Il DL differisce, poi, al 30 aprile 2021, il termine finale della sospensione degli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi aventi ad oggetto le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza (art. 4). La proroga al 30 aprile 2021 si applica anche alle verifiche sulla regolarità fiscale delle imprese che vantano crediti commerciali verso la PA ex art. 48- bis del DPR n. 602/1973 (art. 4).

Il DL provvede allo stralcio dei debiti tributari fino a 5.000 euro affidati agli agenti della riscossione, ma con due limitazioni: i) il periodo di riferimento dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010; ii) la platea dei beneficiari, che ricomprende soggetti con redditi fino a 30.000 euro nel periodo d’imposta 2019 (art. 4).

Il DL prevede poi che, al fine di sostenere gli operatori economici che hanno subito riduzioni del volume d’affari nel 2020, possono essere definite in via agevolata le somme dovute a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni relative ai periodi di imposta 2017 e 2018, elaborate entro il 31 dicembre 2020 e non inviate per effetto della sospensione disposta dall’articolo 157 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (art. 5).

Possono accedere a tale definizione – che consiste nell’abbattimento delle sanzioni e delle somme aggiuntive richieste con le comunicazioni di irregolarità previste dagli articoli 36-bis del D.P.R. n. 600/1973, e 54-bis del D.P.R. n. 633/1972 – i soggetti con partita IVA attiva alla data di entrata in vigore del decreto-legge, che abbiano subito una riduzione maggiore del 3% del volume d’affari dell’anno 2020 rispetto al volume d’affari dell’anno precedente.

Inoltre, a fronte della perdurante situazione emergenziale, e al fine di evitare un numero eccessivo di segnalazioni anche nei confronti di soggetti potenzialmente beneficiari di interventi di sostegno, si differisce di un anno la decorrenza dell’obbligo di segnalazione previsto a carico dall’Agenzia delle entrate dall’art. 15, comma 7, del Codice della crisi d’impresa, che quindi decorre dal secondo periodo d’imposta successivo all’entrata in vigore del Codice (che attualmente è fissata al 1° settembre 2021) (art. 5).

È prevista, a regime, la proroga dal 16 marzo al 16 maggio del termine per il versamento dell’imposta sui servizi digitali; contestualmente è prorogato al 30 giugno di ciascun anno il termine per la presentazione della dichiarazione annuale (art. 5).

Viene posticipato dal 16 al 31 marzo, inoltre, il termine per la trasmissione all’Agenzia delle Entrate (nonché per la consegna ai dipendenti) della Certificazione Unica dei redditi di lavoro dipendente corrisposti nel 2020 (art. 5). È stato altresì posticipato dal 16 marzo al 31 marzo il termine per l’invio all’Agenzia delle Entrate da parte di soggetti terzi dei dati necessari alla elaborazione della dichiarazione precompilata (modello 730), con esclusione dell’invio dei dati relativi al STS. Conseguentemente è rimodulato dal 30 aprile al 16 maggio 2021 il termine per la messa a disposizione da parte dell’Agenzia delle Entrate della dichiarazione precompilata sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate (art. 5).

Prevista anche la proroga al 30 giugno 2021 dell’esenzione dal pagamento del canone unico

patrimoniale (art. 30).

Posticipato il processo di predisposizione delle bozze dei documenti IVA (art. 1). Nello specifico, i registri IVA e le comunicazioni delle liquidazioni periodiche (LIPE) saranno predisposti con riferimento alle operazioni effettuate dal 1° luglio 2021, mentre la prima bozza della Dichiarazione annuale IVA riguarderà l’anno d’imposta 2022. Inoltre, è stato prorogato di 3 mesi il tempo utile per portare in conservazione i documenti informatici fiscalmente rilevanti – comprese le fatture elettroniche – relativi all’anno d’imposta 2019 (art. 5).

Si segnala, poi, una significativa previsione relativa agli aiuti a carattere fiscale presenti all’interno del Decreto in commento e di altri provvedimenti precedentemente approvati (es. contributo a fondo perduto, esenzione IRAP, credito d’imposta canoni di locazione, esenzione IMU per il settore turistico, credito d’imposta l’adeguamento degli ambienti di lavoro): si stabilisce che, al ricorrere di determinate condizioni (tra cui, ad esempio, la perdita del fatturato di almeno il 30% rispetto al periodo pre-crisi), ove il massimale previsto dalla Sezione 3.1 del Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato (attualmente fissato a 1,8 milioni di euro) si riveli insufficiente a contenere tutti gli aiuti fruiti, il beneficiario potrà contare sul tetto più elevato di 10 milioni di euro previsto dalla Sezione 3.12 del Quadro temporaneo degli aiuti di Stato (art. 1). L’individuazione delle modalità attuative di tale previsione è demandata a un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Inoltre, si chiarisce che la nozione di impresa ai fini del computo dei citati massimali è quella valida ai

fini dell’applicazione del Regolamento de minimis (art. 2, par. 2, del Regolamento UE 1407/2013).

Il DL interviene anche in tema di bollette elettriche, sostituendo la disciplina introdotta dall’art. 8-ter del DL n. 137/2020 e prevedendo che, per i mesi di aprile, maggio e giugno 2021, l’ARERA disponga la riduzione della spesa sostenuta dalle utenze elettriche connesse in bassa tensione diverse dagli usi domestici, con riferimento alle voci della bolletta identificate come “trasporto e gestione del contatore” e “oneri generali di sistema”, nel limite massimo di 600 milioni di euro per il 2021 (art. 6). L’Autorità deve, inoltre, rideterminare, senza aggravi tariffari e in via transitoria, le tariffe di distribuzione e di misura dell’energia elettrica, nonché le componenti a copertura degli oneri generali di sistema, da applicare tra il 1° aprile e il 30 giugno 2021.

Infine, il DL riduce del 30%, per il 2021, il canone RAI dovuto dalle strutture ricettive nonché di somministrazione e consumo di bevande in locali pubblici o aperti al pubblico (art. 6).

Misure in materia di lavoro

Il DL prevede che i datori di lavoro privati, che sospendano o riducano l’attività a causa della pandemia e siano destinatari della CIGO, possano accedere, con riferimento ai lavoratori in forza alla data di entrata in vigore del provvedimento, al trattamento di cassa integrazione ordinaria COVID, per una durata massima di 13 settimane, tra il 1° aprile 2021 e il 30 giugno 2021(art. 8).

La CIGO COVID spetta anche ai datori di lavoro non destinatari del trattamento di CIGO ma dell’assegno ordinario (erogato dal FIS e dai Fondi di solidarietà bilaterali) e del trattamento di cassa integrazione in deroga, per una durata massima di 28 settimane, per il periodo compreso tra il 1° aprile 2021 e il 31 dicembre 2021.

In entrambi i casi non è dovuto il contributo addizionale.

Viene stabilito, inoltre, che il datore di lavoro possa utilizzare sia il pagamento diretto della CIG a carico INPS, sia il sistema del conguaglio.

Si introduce anche un sistema di confluenza del modello SR 41 (in uso per il pagamento diretto) nel flusso Uniemens: ciò dovrebbe semplificare la procedura e quindi accelerare i tempi di liquidazione della CIG al lavoratore da parte dell’INPS.

Per i trattamenti di NASPI concessi dall’entrata in vigore del DL fino al 31 dicembre non è richiesto il requisito dei 30 giorni di effettiva prestazione lavorativa nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

Inoltre, come nei precedenti provvedimenti, è previsto in via generalizzata per tutti i datori di lavoro il blocco dei licenziamenti fino al 30 giugno 2021 (art. 8). Per i soli datori di lavoro che usufruiscono del trattamento salariale in deroga o dell’assegno ordinario, tale blocco permane anche oltre, ovvero dal 1° luglio al 31° ottobre 2021. Il contenuto di quest’ultima disposizione, seppur chiaro nel testo di legge, risulta, poi, in parte contraddetto dal testo della relazione illustrativa che accompagna il decreto. Occorrerà, pertanto, attendere i chiarimenti che saranno successivamente emanati in via amministrativa. Al blocco dei licenziamenti si accompagnano le medesime esclusioni già previste nei precedenti provvedimenti.

Due proroghe significative riguardano:

  • fino al 30 giugno 2021, le tutele disposte a favore dei lavoratori fragili introdotte dal DL Cura Italia. Tali tutele vengono riconosciute con effetto retroattivo e cioè a partire dal 16 ottobre 2020 (art. 15). Inoltre, i periodi di tutela riconosciuti ai lavoratori fragili sono espressamente esclusi dal calcolo del periodo di comporto;
  • fino al 31 dicembre 2021, la possibilità di rinnovare o prorogare i contratti a tempo determinato, anche in assenza delle condizioni di cui all’art. 19, co. 1, del D. Lgs. 15 giugno 2015, n. 81, per un periodo massimo di dodici mesi e per una sola volta, ferma restando la durata massima complessiva di ventiquattro mesi (art. 17). La novità è che, con un comma apposito, viene specificato che, a far data dall’entrata in vigore del nuovo decreto-legge, la possibilità di prorogare o rinnovare i contratti a termine senza causale, per una sola volta e per un massimo di 12 mesi, rispettando il termine massimo di 24 mesi, non tiene conto delle proroghe o dei rinnovi intervenuti precedentemente. Dunque, si tratta di una sorta di “azzeramento” delle analoghe disposizioni intervenute precedentemente, che consente un qualche maggior utilizzo della flessibilità in entrata.

Misure a sostegno delle liquidità delle grandi imprese

Viene istituito un apposito Fondo presso il MISE, con una dotazione di 200 milioni di euro per il 2021, per la concessione di aiuti alle grandi imprese in temporanea difficoltà finanziaria, sotto forma di finanziamenti da restituire nel termine massimo di 5 anni (art. 37).

Misure in materia di salute e ricerca

Il Fondo destinato all’acquisto dei vaccini anti-SARS-CoV-2 e dei farmaci destinati alla cura dei pazienti COVID, con una dotazione di 400 milioni di euro (art. 1, co. 447, della L. 178/2020), viene incrementato di ulteriori 2,8 miliardi di euro (2,1 per far fronte agli impegni di acquisto di vaccini già assunti a livello comunitario; 700 milioni per l’acquisto di farmaci per la cura dei pazienti COVID) (art. 20). Inoltre, si autorizza per l’anno 2021, una spesa di 345 milioni euro per la somministrazione dei vaccini anti SARS-COV-2 da parte dei medici di medicina generale. Viene introdotta, altresì, la possibilità per i farmacisti di somministrare il vaccino anti SARS-COV-2 in farmacia senza la supervisione del medico (art. 20).

È prevista la proroga al 31 maggio 2021 del finanziamento dei COVID Hotel, al fine di evitare i possibili contagi in ambito familiare per coloro che non dispongono di immobili aventi caratteristiche tali da poter applicare correttamente le misure di distanziamento sociale e di isolamento domiciliare (art. 21). Per l’attuazione di tale disposizione è autorizzata, per il 2021, la spesa di 51,6 milioni di euro.

Inoltre, sono previste misure di sostegno alla riconversione del settore biofarmaceutico verso la produzione di nuovi farmaci e vaccini; a tal fine, vengono introdotte agevolazioni finanziarie a sostegno degli investimenti privati effettuati nel settore e per la realizzazione di interventi a essi complementari e funzionali (art. 20). Per tali interventi è previsto uno stanziamento pari a 200 milioni di euro.

Si prevede l’incremento del Fondo destinato a università, enti di ricerca e istituzioni di alta formazione artistica e culturale per le esigenze emergenziali di 78,5 milioni di euro per il 2021 (art. 33). L’incremento è destinato, tra le altre cose, all’acquisto di dispositivi o piattaforme digitali per gli studenti, per la DAD e per attività di ricerca.

Altre misure

Viene rifinanziato con 150 milioni, per il 2021, il Fondo per la promozione integrata e tali risorse sono destinate al sostegno degli enti fieristici italiani e delle imprese aventi come attività prevalente l’organizzazione di fiere di carattere internazionale (art. 38). Inoltre, il DL istituisce un fondo, con una dotazione di 100 milioni di euro per il 2021, per il ristoro delle perdite derivanti dall’annullamento, dal rinvio o dal ridimensionamento di fiere e congressi (art. 38).

Il DL incrementa il Fondo per l’esercizio delle funzioni fondamentali degli enti locali di 1 miliardo di euro. Più nello specifico, il Fondo è aumentato da 500 milioni (450 per i comuni e 50 per le Città metropolitane e province) a 1,5 miliardi (1,35 per i Comuni e 150 per Città metropolitane e Province) (art. 23). Inoltre, è previsto un ulteriormente incremento di 260 milioni a favore delle Regioni e Province autonome.

Il DL stanzia ulteriori 800 milioni di euro, per il 2021, per sostenere il trasporto pubblico locale e regionale dei passeggeri sottoposti a obbligo di servizio pubblico (art. 29). Le risorse sono destinate alle imprese che hanno avuto una riduzione dei ricavi tariffari dal 23 febbraio 2020 fino al termine delle limitazioni della capienza dei mezzi. I destinatari sono le imprese di trasporto pubblico regionale e locale, nonché la gestione governativa della ferrovia circumetnea, il servizio ferroviario Domodossola confine svizzero, la gestione governativa navigazione laghi e gli enti affidanti di contratti di servizio grosscost.

Da segnalare l’istituzione di un Fondo, con una dotazione di 200 milioni di euro per il 2021, destinato al sostegno di categorie economiche particolarmente colpite dall’emergenza, incluse quelle operanti nel settore dei matrimoni e degli eventi privati (art. 26).

Anche per il ristoro (parziale) dei Comuni, a fronte delle minori entrate derivanti dalla mancata riscossione di imposta di soggiorno o di sbarco, viene istituito un Fondo con dotazione di 250 milioni di euro per il 2021 (art. 25).

Il Regime Quadro, istituito dal DL Rilancio, che definisce i limiti e le condizioni affinché Regioni, Enti territoriali, Province autonomi e Camere di Commercio possano concedere aiuti di Stato in linea con il Quadro temporaneo, ma senza preventiva autorizzazione della Commissione UE, viene adeguato alle ultime modifiche apportate al citato Quadro nel gennaio scorso, prevedendo, tra le altre cose, l’innalzamento dei tetti a 1,8 milioni di euro per gli aiuti di importo limitato e a 10 milioni di euro per gli aiuti sottoforma di sostegno a costi fissi non coperti da utili (art. 28).

Viene infine incrementato il Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, con 35 milioni per il 2021, con risorse a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027. Le risorse, destinate all’acquisto di strumenti e dispositivi per la fruizione della didattica a distanza, sono ripartite tra le istituzioni scolastiche delle Regioni del Mezzogiorno (art. 32).

Rapporto nazionale sull’economia circolare in Italia 2021

Non ci può essere transizione ecologica senza economia circolare. E le possibilità di evitare una catastrofe climatica, onorando gli impegni al 2050 assunti al vertice Onu di Parigi del 2015, sono legate al rilancio dell’economia circolare da cui dipende il 39% dei tagli di CO2. Ma per raggiungere questo obiettivo occorre, a livello globale, raddoppiare l’attuale tasso di circolarità delle merci passando dall’8,6% al 17%.

È una sfida che vede l’Italia in prima linea: il nostro Paese per il terzo anno consecutivo è in testa nel confronto sulla circolarità tra le cinque principali economie dell’Unione europea (Germania, Francia, Italia, Spagna e la Polonia, che con l’uscita del Regno Unito dall’UE risulta la 5° economia).

Per questi 5 Paesi sono stati analizzati i risultati raggiunti nelle aree della produzione, del consumo, della gestione circolare dei rifiuti, degli investimenti e dell’occupazione nel riciclo, nella riparazione, nel riutilizzo. Sommando i punteggi di ogni settore, si ottiene un indice di performance sull’economia circolare che nel 2021 conferma la prima posizione dell’Italia con 79 punti, seguita dalla Francia con 68, dalla Germania e Spagna con 65 e dalla Polonia con 54.

È quanto emerge dal Rapporto nazionale sull’economia circolare in Italia 2021, giunto alla sua terza edizione, realizzato dal CEN-Circular Economy Network – la rete promossa dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile assieme a un gruppo di aziende e associazioni di impresa – in collaborazione con Enea. Il Rapporto è stato presentato oggi in streaming dal presidente CEN Edo Ronchi e dal direttore del Dipartimento sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali Enea Roberto Morabito.

All’incontro online è intervenuto con un video il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani. Hanno inoltre partecipato al dibattito l’eurodeputata Simona BonafèStefano Ciafani, presidente di Legambiente; Maurizio Landini, Segretario generale CGIL; Maria Cristina Piovesana, vicepresidente di Confindustria. L’evento in streaming – al quale si sono iscritte oltre 2.500 persone – è stato introdotto dal vice presidente CEN Luca Dal Fabbro, e moderato dal giornalista La7 Andrea Purgatori.

Il focus del rapporto di quest’anno riguarda il contributo che l’economia circolare dà alla lotta ai cambiamenti climatici. Secondo il Circularity Gap Report 2021 del Circle Economy – che misura la circolarità dell’economia mondiale – raddoppiando l’attuale tasso di circolarità dall’8,6% (dato 2019) al 17%, si possono ridurre i consumi di materia dalle attuali 100 a 79 gigatonnellate e tagliare le emissioni globali di gas serra del 39% l’anno. Avvicinandosi così all’obiettivo zero emissioni al 2050 previsto dall’Unione europea per rispettare l’Accordo di Parigi.

In questa direzione, indicata dalla Ue, l’Italia ha compiuto alcuni importanti passi avanti. Nel settembre 2020 sono stati approvati i decreti legislativi di recepimento delle direttive in materia di rifiuti contenute nel Pacchetto economia circolare mirato a prevenire la produzione di rifiuti, incrementare il recupero di materie prime seconde, portare il riciclo dei rifiuti urbani ad almeno il 65% entro il 2035, ridurre a meno del 10% entro la stessa data lo smaltimento in discarica. Entro il marzo 2022 dovrà inoltre essere approvato il Programma nazionale di gestione dei rifiuti. E il nuovo Piano Transizione 4.0, più orientato alla sostenibilità rispetto al precedente Piano Industria 4.0, prevede specifiche agevolazioni per gli investimenti delle imprese finalizzati all’economia circolare. Misure importanti ma non ancora sufficienti.

“Presi dalle emergenze, in Italia stiamo sottovalutando la portata del cambiamento europeo in atto verso l’economia circolare. La sfida più importante che abbiamo ora di fronte – dichiara Edo Ronchi, presidente del CEN – è la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il nuovo governo e in particolare il nuovo Ministero della Transizione ecologica hanno il compito di migliorare e completare l’attuale bozza: bisogna rafforzare le misure per l’economia circolare. Occorre assegnarle un ruolo strategico nel Piano nazionale per la Transizione ecologica.

Nella corsa verso un nuovo modello circolare il nostro Paese è tra i paesi leader in Europa, ma stiamo perdendo posizioni. E’ un’occasione che non possiamo mancare, non solo per l’ambiente ma anche per la competitività delle aziende italiane. Il PNRR può dare pertanto una spinta importante per superare gli ostacoli che frenano l’innovazione e valorizzare al meglio le potenzialità italiane, e per la ripresa degli investimenti e dell’occupazione”.

“L’economia circolare – dichiara Roberto Morabito, Direttore del Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali di ENEA – riveste certamente un ruolo fondamentale nel percorso verso sistemi produttivi e territori, a partire dalle città, più sostenibili, ma anche nel raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica: oltre il 45% delle emissioni sono associate all’utilizzo dei prodotti e alla gestione del territorio in tutte le sue componenti e la transizione circolare può portare all’abbattimento fino a circa il 40% del totale delle emissioni globali. È necessario però da una parte essere più ambiziosi nella parte dedicata alla transizione circolare del PNRR, proprio in quanto occasione unica e imperdibile, e dall’altra mettere in campo da subito tutti gli strumenti necessari, tecnologici, regolatori, finanziari e soprattutto di governance a partire dalla Strategia Nazionale per l’Economia Circolare che, come recentemente comunicato dal Ministro Cingolani, sarà elaborata nei prossimi mesi dal Ministero della Transizione Ecologica, in collaborazione con il Mise e con il supporto di Ispra ed Enea”.

Di seguito il link per scaricare la sintesi del Rapporto:

https://www.fondazionesvilupposostenibile.org/wp-content/uploads/dlm_uploads/3%C2%B0-Rapporto-sulleconomia-circolare-in-Italia-2021.pdf

Il nuovo Piano Transizione 4.0 Webinar Unindustria Calabria e Confindustria 19 marzo 2021

Segnaliamo l’importante appuntamento in programma per Venerdì 19 marzo 2021, alle ore 9.30 “Il nuovo Piano Transizione 4.0 Rilancio degli investimenti, ripresa dell’economia”.

Il webinar, organizzato da Unindustria Calabria, in collaborazione con Sistemi Formativi di Confindustria e con il supporto di 4.Manager.


La Legge di Bilancio per il 2021 ha confermato e rafforzato l’impianto del Piano Transizione 4.0 che, prevedendo importanti misure di supporto agli investimenti in tecnologie avanzate, alle attività di ricerca, sviluppo e innovazione e alla formazione, rappresenta un piano di politica industriale di grande valore per la transizione digitale e l’innovazione del sistema produttivo. Il Piano Transizione 4.0 costituisce, inoltre, un pilastro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, contribuendo in modo incisivo al rilancio degli investimenti, alla ripresa dell’economia e alla modernizzazione del sistema produttivo e del Paese in coerenza con gli obiettivi del programma europeo Next generation EU. Il webinar si inserisce nella nuova edizione del “Monitor Legislativo”, il progetto dedicato all’aggiornamento di imprese e manager ed è l’occasione per conoscere le novità del Piano e gli strumenti a disposizione delle imprese, per approfondire aspetti di natura tecnica e i progetti di innovazione 4.0.

In allegato il programma dell’evento con il link e il QR code per l’iscrizione al webinar. Una volta inseriti i propri dati nel modulo di iscrizione, i partecipanti riceveranno una email con il link zoom.

Programma

09:30 Saluti di benvenuto

Aldo FERRARA Presidente Unindustria Calabria

09:40 Le misure del Piano Transizione 4.0

Giulia ABRUZZESE, Area Politiche Fiscali

Nicoletta AMODIO, Area Scienze della Vita e Ricerca

Valentina CARLINI, Area Politiche Industriali e per la Sostenibilità Confindustria

11:10 La trasformazione digitale e i progetti di innovazione 4.0

Fortunato AMARELLI, Presidente DIH Calabria

Alfredo FORTUNATO, Presidente Sezione Terziario Innovativo e ICT Unindustria Calabria

11:40 Questions & Answers 12:00 Chiusura dei lavori

Modera Rosario BRANDA, Direttore Confindustria Cosenza

https://www.unindustriacalabria.it/wp-content/uploads/2021/03/Programma_webinar-Nuovo-Piano-Transizione_19-marzo.pdf

Bando per la mobilità sostenibile – Fondazione con il Sud

Finalità:

Le iniziative presentate dovranno sperimentare forme di mobilità sociale e condivisione dei veicoli in aree urbane e peri-urbane o, alternativamente, in aree interne, garantendo lo sviluppo di servizi che rispondano alle esigenze di mobilità e ai bisogni sociali della comunità di riferimento, integrandosi in maniera coerente ed efficace con le strategie e gli strumenti locali di pianificazione dei trasporti.

Le proposte, coerentemente con l’obiettivo generale e gli ambiti di intervento del presente bando, potranno anche:

– prevedere opzioni di trasporto che permettano alle fasce della popolazione più fragili e vulnerabili di accedere ai nodi territoriali, con particolare riferimento ai servizi essenziali

 – sviluppare strumenti e metodi in grado di misurare i benefici ambientali, economici e sociali per il singolo cittadino (es. risparmio economico, riduzione sedentarietà) e per la comunità di riferimento (es. riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico, delle emissioni di gas serra, minor consumo di energia);

– promuovere percorsi di educazione e sensibilizzazione sulle tematiche della mobilità sostenibile ed eventualmente del mobility management;

– sviluppare tecnologie digitali volte a migliorare la fruizione del servizio attivato e/o a garantire l’accesso ad un’offerta di mobilità che sia capace di integrare i diversi servizi presenti sul territorio di riferimento.

Destinatari

  • associazione (riconosciuta o non riconosciuta);
  • cooperativa sociale o loro consorzi;
  • associazione (riconosciuta o non riconosciuta);
  • ente ecclesiastico;
  • fondazione;
  • impresa sociale (nelle diverse forme previste dal D. Lgs. n. 112/2017)

Altri soggetti della partnership

Ogni partenariato, oltre al soggetto responsabile, dovrà prevedere come minimo la partecipazione di due ulteriori soggetti, di cui almeno uno del terzo settore (costituito in una delle forme previste al punto 2.1.2)

Gli altri soggetti della partnership potranno appartenere, oltre che al mondo del terzo settore, anche a quello delle istituzioni, dell’università, della ricerca e al mondo economico. La partecipazione di enti for profit in qualità di soggetti della partnership non dovrà essere ispirata dalla ricerca del profitto, ma orientata all’apporto di competenze e risorse per lo sviluppo del territorio e la crescita della società locale. La proposta sarà in ogni caso considerata inammissibile qualora agli enti del terzo settore nel loro complesso sia assegnata una quota di contributo inferiore al 65%.

Durata complessiva del progetto non inferiore ai 24 mesi e non superiore ai 48 mesi;

Risorse :
La Fondazione mette a disposizione delle organizzazioni del terzo settore un importo complessivo di 4,5 milioni di euro, che saranno utilizzati tenendo conto della qualità delle proposte ricevute. Si potrà richiedere u un contributo non superiore a €500.000; prevedano una quota di co-finanziamento, costituita interamente da risorse finanziarie, pari ad almeno il 20% del costo complessivo del progetto, indicando le fonti del finanziamento; e’ prevista la possibilità di cofinanziare con risorse umane

 

Scade :
Il bando va presentato entro  il 19 maggio 2021 e le proposte dovranno essere presentate online, attraverso la piattaforma Chàiros>>

Bando SMART&START ITALIA

Smart&Start Italia è l’incentivo di Invitalia che sostiene la nascita e la crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico in tutte le regioni italiane.

L’obiettivo è stimolare una nuova cultura imprenditoriale legata all’economia digitale, valorizzare i risultati della ricerca scientifica e tecnologica e incoraggiare il rientro dei «cervelli» dall’estero.  

Sono finanziabili progetti con spese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro.  

L’incentivo è a sportello: non ci sono graduatorie né scadenze. Le domande sono esaminate entro 60 giorni, in base all’ordine di arrivo.  

La procedura per richiedere le agevolazioni è completamente informatizzata. 

Invitalia valuta i business plan, concede i finanziamenti e monitora la realizzazione dei progetti.

A chi è rivolto

Smart&Start Italia finanzia le startup innovative costituite da non più di 60 mesi e iscritte alla sezione speciale del registro delle imprese.

Chi può chiedere un finanziamento:

  • startup innovative di piccola dimensione, costituite da non più di 60 mesi
  • team di persone fisiche che vogliono costituire una startup innovativa in Italia, anche se residenti all’estero, o cittadini stranieri in possesso dello “startup Visa”
  • imprese straniere che si impegnano a istituire almeno una sede sul territorio italiano

I requisiti che qualificano un’impresa come “startup innovativa” sono indicati all’art. 25 del D.L. 179/2012. Per approfondimenti sui requisiti consultare il sito startup.registroimprese.it.

Cosa finanzia

Smart&Start Italia finanzia piani di impresa con spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro, per acquistare beni di investimento, servizi, spese del personale e costi di funzionamento aziendale.

Il progetto imprenditoriale deve possedere almeno una delle seguenti caratteristiche:

  • avere un significativo contenuto tecnologico e innovativo
  • essere orientato allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things
  • essere finalizzato alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata

Alcuni esempi di spese del piano d’impresa:

  • Impianti, macchinari e attrezzature nuove di fabbrica
  • Componenti hardware e software
  • Brevetti, marchi e licenze
  • Certificazioni, know-how e conoscenze tecniche direttamente correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa
  • Licenze e diritti relativi all’utilizzo di titoli della proprietà industriale
  • Licenze relative all’utilizzo di software
  • Progettazione, sviluppo, personalizzazione, collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi
  • Consulenze specialistiche tecnologiche
  • Costi salariali relativi al personale dipendente, nonché costi relativi a collaboratori
  • Servizi di incubazione e di accelerazione di impresa
  • Investimenti in marketing e web marketing

Alcuni esempi di costi di funzionamento aziendale:

  • Materie prime
  • Servizi necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa
  • Hosting e housing
  • Godimento beni di terzi

Le spese del piano d’impresadevono essere sostenute nei 24 mesi successivi alla firma del contratto.

Le agevolazioni

Smart&Start Italia offre un finanziamento a tasso zero, senza alcuna garanzia, a copertura dell’80% delle spese ammissibili.

Questa percentuale può salire al 90% se la startup è costituita interamente da donne e/o da giovani sotto i 36 anni, oppure se tra i soci è presente un esperto col titolo di dottore di ricerca italiano (o equivalente) che lavora all’estero e vuole rientrare in Italia.

Le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia possono godere di un contributo a fondo perduto pari al 30% del mutuo e restituire così solo il 70% del finanziamento ricevuto.

Il “Decreto Rilancio” del 20 maggio 2020 estende il contributo a fondo perduto (il 30% del finanziamento concesso) anche alle startup innovative localizzate nel Cratere sismico del Centro Italia.

Il finanziamento va restituito in 10 anni a partire dal 12° mese successivo all’ultima quota di finanziamento ricevuto.

Le premialità

È previsto un punteggio aggiuntivo in fase di valutazione per le iniziative che:

  • attivano collaborazioni con incubatori, acceleratori d’impresa, compresi gli innovation hub e gli organismi di ricerca
  • operano al Centro-Nord e realizzano piani di impresa al Sud
  • dispongono di un accordo di investimento con un investitore qualificato
  • dispongono del rating di legalità.

Le startup costituite da meno di un anno possono inoltre contare su servizi di tutoring tecnico-gestionale nella fase di avvio (pianificazione finanziaria, marketing, organizzazione, ecc.).

Per maggiori informazioni:

https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/creiamo-nuove-aziende/smartstart-italia

Il ruolo dell’idrogeno per la decarbonizzazione: un’opportunità per le PMI italiane – Webinar Giovedì 18 marzo 2021 ore 14.30

Segnaliamo l’importante appuntamento in programma per giovedì 18 marzo alle ore 14:30:

Il ruolo dell’idrogeno per la decarbonizzazione: un’opportunità per le PMI italiane

Al webinar interverranno autorevoli rappresentanti di Eni, Enel e Snam.
Con loro sarà possibile confrontarsi sulle opportunità per le PMI e approfondirne gli ambiti di applicazione. L’appuntamento si configura come l’inizio di un percorso comune sul tema: è quindi importante comprendere come strutturare una filiera italiana dell’idrogeno che, coinvolgendo anche le PMI, possa sviluppare competenze e attività imprenditoriali su produzione e trasmissione, fino all’utilizzo finale.

L’Unione Europea ha individuato nell’idrogeno uno degli elementi cardine per la decarbonizzazione e risorse ingenti saranno investite nei prossimi anni per il suo sviluppo.
L’idrogeno potrebbe quindi diventare una vera fonte alternativa di energia carbon free e intorno al 2050 potrebbe coprire il 23% del fabbisogno di energia nazionale.
È quindi oggi molto importante capire, in particolare per le aziende di minore dimensione, quali potranno essere le scelte strategiche, gli ambiti di applicazione e le tecnologie che potranno essere sviluppate. Riflessioni necessarie a comprendere come strutturare una filiera italiana dell’idrogeno che, coinvolgendo anche le PMI, possa sviluppare competenze e attività imprenditoriali su produzione e trasmissione, fino all’utilizzo finale.

Di seguito il programma:


14:30 Saluti Introduttivi
Carlo Robiglio, Presidente Piccola Industria Confindustria Giovanni Baroni, Delegato per Energia sostenibile ed Economia circolare Piccola Industria Confindustria

15:00 Il Piano d’Azione per l’Idrogeno di Confindustria
Aurelio Regina, Delegato per la transizione energetica Confindustria

15:15 Prospettive per l’utilizzo dell’idrogeno per le PMI
Paola Brunetto, Responsabile Hydrogen Business Unit Enel
Massimo Derchi, Chief Industrial Assets Snam Rete Gas
Giuseppe Ricci, Direttore Generale Energy Evolution Eni

16:00 Q&A con il pubblico

16:30 Termine dei lavori


Per partecipare all’incontro è necessario iscriversi al seguente link:

https://confindustria-it.zoom.us/webinar/register/WN_DtFbKr0WTn-L_YNf_7Hhzw

LA STRATEGIA SULL’IDROGENO E LA TRANSIZIONE ENERGETICA Prospettive e opportunità per un’Italia green 30 Marzo 2021, ore 10.00-13.30 – digital event

L’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili avrà un impatto eccezionale sullo sviluppo futuro del nostro Paese, sia da un punto di vista industriale sia di ecosostenibilità dell’intero sistema, permettendo di accelerare il processo di decarbonizzazione verso un modello di sviluppo ecosostenibile. Il tema è fondamentale anche grazie al Recovery Fund, che prevede budget specifici per guidare la transizione energetica dell’intera Europa verso un modello green. Dopo venti edizioni del prestigioso Italian Energy Summit, Il Sole 24 Ore propone un appuntamento specifico sull’Idrogeno che avrà l’obiettivo di fare il punto su un tema di fortissima attualità attraverso i rappresentanti delle più illustri industrie del settore energetico italiano.

I TEMI

  • Idrogeno e transizione energetica in Italia: il punto di vista dei player del settore energetico
  • Idrogeno e distretti circolari: opportunità e prospettive
  • Idrogeno e mobilità: impatti della rivoluzione green sul sistema dei trasporti

I RELATORI

Marco Alverà, CEO Snam

Claudio Descalzi, CEO Eni

Fabrizio Di Amato, Presidente Maire Tecnimont

Celestina Dominelli, Giornalista Il Sole 24 Ore

Alberto Dossi, Presidente Gruppo Sapio

Pierroberto Folgiero, CEO Maire Tecnimont

Paolo Gallo, CEO Italgas

Andrea Gibelli, Presidente FNM

Stefano La Porta, Presidente ISPRA

Renato Mazzoncini, CEO a2a

Fabrizio Palermo, CEO CDP

Ugo Salerno, Chairman & CEO RINA

Laura Serafini, Giornalista Il Sole 24 Ore

Francesco Starace, CEO e Direttore Generale Enel

Stefano Venier, CEO Hera

Per informazioni sul programma e la registrazione si rinvia al link di seguito:

https://virtualevent.ilsole24ore.com/idrogeno-transizione-energetica/?camp=fl#registration&refresh_ce=1

Il Consorzio NET su Il Sole 24 Ore del 5/03/2021

Il Presidente Luigi Borrelli è stato intervistato da Il Sole 24 Ore per raccontare l’esperienza e le traiettorie del Polo NET. L’articolo completo è stato pubblicato oggi 5 marzo 2021 all’interno dell’inserto SUD de Il Sole 24 Ore.

E’ stato posto l’accento sul valore economico e sociale delle prossime sfide relative all’Agenda Strategica per la Ricerca e Sviluppo, nonché sulle tematiche relative al trattamento sostenibile dei rifiuti.

Di seguito l’immagine dell’articolo.

LA RICERCA INCONTRA LE ISTITUZIONI Visita del Sindaco Voce al Polo di Innovazione Regionale “Ambiente e Rischi Naturali”

Nei giorni scorsi visita del Sindaco Ing. Vincenzo Voce e dell’Assessore ai Lavori Ing. Ugo Carvelli del comune di Crotone presso la sede del Consorzio NET, soggetto gestore del Polo Regionale “Ambiente e rischi naturali”.

Ad accogliere la delegazione dell’Amministrazione Comunale Pitagorica il Presidente di NET, Avv. Luigi Borrelli, e il Gruppo Tecnico, Ing. Salvatore Leto e Ing. Giancarlo Giaquinta, che hanno illustrato le attività svolte dal 2012 ad oggi e quelle programmate per i prossimi anni.

NET S.c.a.r.l., in qualità di Organismo di Ricerca, svolge un’attività di animazione, tutoraggio e accompagnamento delle imprese del settore dell’Ambiente, dei rischi naturali, delle energie rinnovabili e per la gestione ecosostenibile dei rifiuti, ha una compagine tra soci e aggregati di oltre 70 aziende, diffuse su tutto il territorio nazionale, e 10 organismi di ricerca tra i quali il CNR, l’Università della Calabria, e l’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Sono proprio le aziende e gli organismi di ricerca che rappresentano i due asset portanti del Consorzio che si propone, ormai da quasi 10 anni, come core business, quello delle creazione e della facilitazione di sinergie virtuose tra imprese e mondo della ricerca.

Durante la visita il Sindaco Voce e l’Assessore Carvelli, hanno potuto apprezzare la strumentazione, presente nei laboratori del Consorzio, per lo studio delle biomasse e per analisi microbiologiche, utilizzate per numerosi progetti di ricerca.

Si è passati al laboratorio per lo studio, la prototipazione e la realizzazione di oggetti tramite l’utilizzo sostenibile dei rifiuti plastici, inaugurato da poco più di un anno, con tre sezioni: l’estrusione, le analisi fisiche, chimiche e reologiche, e il settore prototipazione. L’estrusione è certamente il settore più importante soprattutto per gli  aspetti di ricerca e sviluppo che le aziende possono realizzare, come ad esempio mescole, additivando la plastica proveniente dalla raccolta differenziata con sostanze naturali (es. canapa, la ginestra, ecc…) per ottenere delle materia prime seconde che possono essere utilizzate per la realizzazione di specifici manufatti.

Tra le attrezzature del laboratorio per le materie plastiche sono stati illustrati i diversi sistemi che permettono di realizzare tutta una serie di analisi per certificare il prodotto e valutarne l’utilizzo per la produzione di manufatti in un insieme diversificato di settori.

Molto interesse è stato mostrato per i sistemi di rilievo con drone tramite lidar e termocamera per APR che permettono di effettuare scansioni del territorio con notevole precisione come gli studi effettuati con l’Università della Calabria sulle aree archeologiche della Sibaritide.

La visita si è conclusa con un proficua interlocuzione in merito alle potenzialità del territorio e le possibili sinergie che si possono realizzare nel campo ambientale, turistico, della gestione delle risorse idriche, dei rischi naturali, dell’energia alternativa e della valorizzazione dei rifiuti solidi urbani.

Il Consorzio NET, presente nell’Anagrafe Nazionale dei Centri di Ricerca, è l’unica infrastruttura di ricerca della provincia di Crotone all’interno del PRIR (Piano Regionale delle Infrastrutture di Ricerca) della Calabria.


Un sunto dell’articolo e stato riportato sugli organi di stampa

Ciclo di webinar Programmazione 2021/2027 – prossimo appuntamento “Single Market Programme” e “InvestEU” 25 febbraio ore 10.30

Nell’ambito del ciclo di webinar sulla nuova programmazione 2021-2027, la Delegazione di Confindustria Bruxelles organizza un appuntamento dedicato alle opportunità del Single Market Programme e agli strumenti finanziari di InvestEU. L’evento, organizzato in collaborazione all’Area Politiche Industriali e all’Area Credito e Finanza di Confindustria, si terrà il 25 febbraio dalle ore 10.30 alle ore 12.15. Per iscriversi al webinar del 25 febbraio è necessario compilare il seguente form:

https://www.confindustria.it/Aree/opp215.nsf/iscrizione?openform

entro le ore 13.00 del 23 febbraio 2021. Gli iscritti riceveranno successivamente una email di conferma di avvenuta iscrizione e una seconda mail con il link per il webinar il giorno precedente all’evento. Durante il webinar interverranno:

• Giacomo Mattinò, Head of Unit – Enterprise Europe Network and Internationalisation of SMEs, Commissione europea (ore 10.30) che illustrerà le caratteristiche del Single Market Programme

• Filippo Munisteri, Economic Analyst, DG Economic and Financial Affairs, Commissione europea (ore 11.20) che spiegherà gli strumenti finanziari di InvestEU.

Il Programma Single Market mira a migliorare il funzionamento del mercato unico e ad aumentare la competitività delle imprese europee. Gli obiettivi verranno raggiunti attraverso investimenti mirati e azioni di sostegno nei confronti delle PMI e della protezione dei consumatori. Per maggiori informazioni sul programma consultare il factsheet dedicato. Il programma InvestEU riunisce tutti gli strumenti finanziari presenti nel nuovo bilancio UE. In tal modo si facilita l’accesso ai finanziamenti da parte di soggetti ad alto rischio, fornendo quindi un’alternativa ai canali di accesso al credito privati. Per maggiori informazioni sul programma consultare il factsheet dedicato.

Per maggiori informazioni sui webinar potete consultare la pagina appuntamenti del sito:

www.confindustria.eu