Mostra Nazionale “RiArtEco”

Ultimi giorni per le iscrizioni alla Mostra Nazionale “RiArtEco”

Candidature da inviare entro il 15 febbraio, le opere dovranno pervenire entro il 27. Una bella opportunità per gli artisti calabresi per affacciarsi su uno scenario nazionale!

RiartEco è la Mostra Nazionale più importante di opere d’arte realizzate attraverso il recupero di materiali di riciclo. Dopo 15 anni di successi in tutta Italia, per il 2020 partirà da Reggio Calabria.

Il nostro pianeta è in grave sofferenza a causa degli sprechi e delle montagne di rifiuti. RiartEco si rivolge al mondo dell’arte, dell’architettura e del design ecologico, quindi ad artisti,  designer  e  creativi  di  ogni  età, che  possono  iscriversi singolarmente  o  in  gruppi  e  presentare  opere  realizzate  con  materiali  di  recupero,  rifiuti  e  scarti.  Le opere saranno pubblicate nel catalogo della Mostra che sarà distribuito gratuitamente durante tutti gli eventi del tour nazionale. L’inaugurazione del tour si terrà il 1° marzo a Reggio Calabria all’interno del Parco Ecolandia, dove le opere rimarranno esposte fino al 24 marzo 2020.

Gli artisti possono partecipare presentando una o due opere realizzate con materie prime non tossiche e materiali da smaltire come rifiuto. Per presentare la propria candidatura è necessario compilare il modulo presente sul sito www.riarteco.it e spedirlo per email a info@riarteco.it, corredato di foto, titolo e descrizione dell’opera/delle opere da inserire in catalogo. 

Il termine ultimo per la presentazione delle domande di iscrizione è il 15 febbraio 2020. 

Gli artisti selezionati riceveranno conferma da parte dell’organizzazione tramite mail,  in  modo  da  poter  completare l’iscrizione entro 15 giorni con il pagamento di una quota di partecipazione che comprende:

• l’inserimento dell’opera/delle opere nel catalogo

• l’esposizione dell’opera/delle opere in tutte le sedi del tour

• gli spostamenti intermedi nelle sede espositive delle diverse città ospitanti la mostra.

RiArtEco – RIutilizzo ARTistico ECOlogico – è un movimento artistico e di idee che propone una esposizione di opere d’arte per sensibilizzare le pubbliche amministrazioni, le istituzioni ed i cittadini affinché si possano ridurre gli sprechi e i consumi. L’obiettivo di RiartEco – che da anni opera in collaborazione con il Museo delle Forme Inconsapevoli “C. Costa” di Genova, il Museo di Arte Contemporanea “Macro Asilo” di Roma, con la fondazione “Michelangelo Pistoletto” – Città dell’Arte e con l’ISPRA, Istituto Superiore Prevenzione e Ricerca Ambientale di Roma – è quello di coinvolgere, grazie all’arte, quante più persone le persone alla ricerca ed al raggiungimento della sostenibilità, alla differenziazione e riutilizzo dei rifiuti ed al risparmio delle risorse.

Via libera dunque all’arte “vera” in quanto originale, inclusiva e significativa, per far sì che i rifiuti acquisiscano una valenza creativa il cui significato andrà ben oltre l’aspetto estetico e diverrà portatore di valori che richiamano ad un impegno etico e sociale.

NET al 7° nodo tematico “Reggio verso il distretto dell’economia civile”

Promosso dall’Associazione “La Strada”, si è svolto a Reggio Calabria martedì 11 febbraio il 7° Nodo Tematico “Reggio verso il distretto dell’economia civile”, con relatori l’Assessore al patrimonio, ai lavori pubblici e ai giovani del Comune di Napoli, avv. Alessandra Clemente, il Referente di Libera territoriale Avv. Giuseppe Marino, e il Direttore Generale del Polo NET, dr. Pietro Milasi.

In particolare, il contributo alla tematica offerto dal Polo di Innovazione Ambiente e Rischi Naturali, si è focalizzato su una proposta concreta di buona prassi per qualsiasi governo degli Enti locali, a partire dalla futura amministrazione della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Il Direttore Generale, difatti, ha sottolineato come, nella Città Metropolitana e in generale in tutte le città, assistiamo a utilizzo di fondi pubblici e altri risorse per aprire numerosi cantieri, e come questi possano trasformarsi in opportunità per la collettività, con particolare riferimento alle tematiche ambientali. L’auspicio del Polo NET e quindi il suggerimento per i nuovi amministratori, è quello di utilizzare sempre più, in coerenza con lo spirito del Codice degli Appalti, lo strumento dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che solitamente attribuisce un peso considerevole alla qualità del progetto proposto dalle ditte appaltatrice. Nell’ambito dell’offerta migliorativa, una importanza fondamentale viene assunta dal soddisfacimento dei “Criteri Ambientali”. Allora, perchè non proporre, sempre secondo Pietro Milasi, una griglia molto cogente e impegnativa, che comprenda ad esempio sub criteri per:

* la compensazione della CO2: l’impresa offerente potrebbe impegnarsi a compensare la CO2 prodotta, misurando e rilevando la propria produzione in cantiere, attestando il tutto con “certificati bianchi” e piantumando, nella città in zone pubbliche, alberi adeguati in compensazione;

* l’impegno all’adozione di pratiche e processi rispettosi dell’ambiente (uniformi Ecolabel, mezzi elettrici, attrezzature a basso consumo o utilizzo di energie alternative per attività in cantiere)

* attività di sensibilizzazione ambientale alla Comunità più prossima al cantiere, attraverso opuscoli per i cittadini, per le scuole, e/o altre iniziative.

Conclude il Direttore Generale affermando che se gli amministratori locali adottassero queste attenzioni, semplici ma importanti, certamente tutta la collettività ne avrebbe un beneficio significativo e le strade delle Città improvvisamente potrebbero trasformarsi in viali alberati.

Il Green Deal europeo: la nuova strategia per crescere senza danneggiare il pianeta

Il Green Deal europeo: la nuova strategia per crescere senza danneggiare il pianeta Rendere sostenibile l’economia dell’UE e trasformare i problemi ambientali e climatici in opportunità in tutti gli ambiti, senza lasciare indietro nessuno. È questa l’idea guida del Green Deal europeo, la nuova strategia per la crescita della Commissione van del Leyen, che si propone di fare dell’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. La sua realizzazione comporta interventi in tutti i settori dell’economia, e in particolare nei trasporti, nell’energia, nell’agricoltura, nell’edilizia e in diversi settori industriali (acciaio, cemento, TIC, prodotti tessili e sostanze chimiche in primis), e impone di ripensare le politiche per l’approvvigionamento di energia pulita in tutti i settori economici, aumentando il valore attribuito alla protezione e al ripristino degli ecosistemi naturali, all’uso sostenibile delle risorse e al miglioramento della salute umana. Nella comunicazione pubblicata lo scorso dicembre che ha lanciato ufficialmente il Green Deal europeo la Commissione definisce una tabella di marcia delle azioni da avviare in diversi settori fra il 2020 e il 2021 al fine di stimolare l’uso efficiente delle risorse, arrestare i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità e ridurre l’inquinamento. Il primo intervento in programma è la legge per il clima (l’iter legislativo inizierà entro marzo), che stabilirà le condizioni per una transizione equa ed efficace facendo in modo che tutte le politiche europee contribuiscano a raggiungere la neutralità climatica. Passando agli interventi settoriali, in tema di energia pulita, economica e sicura, nel corso del 2020 saranno pubblicate due importanti strategie, una relativa all’energia eolica offshore e un’altra all’integrazione intelligente delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica e di altre soluzioni sostenibili e sarà varata un’iniziativa a sostegno delle ristrutturazioni tesa a ridurre i consumi energetici e affrontare il tema della povertà energetica, per permettere anche alle famiglie meno abbienti di usufruire dei servizi energetici fondamentali riducendo le loro bollette. È inoltre prevista la valutazione, da parte della Commissione, dei Piani nazionali energia e clima, che contengono i contributi degli Stati membri a sostegno degli obiettivi UE (qui il piano italiano).   Per conseguire gli obiettivi di un’economia climaticamente neutra è necessario il pieno coinvolgimento dell’industria e delle imprese. Nel 2020 saranno varate una nuova strategia industriale, per affrontare la duplice sfida della trasformazione verde e digitale, e un nuovo piano d’azione per l’economia circolare, che comprenderà, tra le altre cose, una politica per prodotti sostenibili, per guidare la transizione in tutti i settori, concentrandosi in particolare su tessile, edilizia, elettronica e materie plastiche (settori ad alta intensità di risorse) e che sarà affiancato da misure per incoraggiare le imprese e rendere disponibili prodotti riutilizzabili, durevoli e riparabili, analizzando la necessità di un diritto alla riparazione, contrastando l’obsolescenza programmata dei prodotti (in particolare quelli elettronici) e responsabilizzando i consumatori a compiere scelte informate e a svolgere un ruolo attivo nella transizione ecologica. Spostandoci a valle del ciclo di prodotto, la Commissione interverrà con riforme legislative in materia di rifiuti, per incoraggiare e promuovere il riciclaggio e il ricorso a prodotti riciclati e proporrà modello UE per la raccolta differenziata dei rifiuti al fine di garantire all’industria materiali secondari più puliti e riciclabili. In tema di edilizia – centrale per la riduzione dei consumi- la Commissione preme per procedere in modo massiccio a ristrutturazioni di edifici pubblici e privati anche attraverso la previsione di regimi di finanziamento innovativi nell’ambito di InvestEU, con particolare attenzione per la  ristrutturazione dell’edilizia sociale. Fondamentale per la realizzazione del Green Deal europeo è poi il settore digitale, strumentale per la sostenibilità di diversi settori. La Commissione intende avviare misure riguardanti da un lato l’intelligenza artificiale, il 5G, il cloud e l’edgecomputing e l’internet delle cose, che possono accelerare/massimizzare l’impatto delle politiche per proteggere l’ambiente, e dall’altro l’efficienza energetica e le prestazioni del settore in termini di economia circolare (dalle reti a banda larga ai centri dati e ai dispositivi TIC). In materia di trasporti – responsabili per 1/4 delle emissioni di gas a effetto serra dell’Ue – la Commissione nel 2020 adotterà una strategia per la mobilità intelligente e sostenibile, che metta al primo posto gli utenti e cerchi di offrire loro alternative più economiche e accessibili, sane e pulite rispetto alle loro attuali abitudini in materia di mobilità, con forte impulso per il trasporto multimodale, con ricorso a sistemi intelligenti di gestione del traffico (anche con il sostegno del Meccanismo per collegare l’Europa, che nel prossimo ciclo finanziario presenterà una maggiore integrazione fra i suoi tre assi rispetto al programma in vigore) Con la strategia dal produttore al consumatore, attesa in primavera, la Commissione avvierà un ampio dibattito teso ad analizzare tutte le fasi della catena alimentare, preparando il terreno per una politica alimentare più sostenibile, che promuova il consumo di alimenti sani a prezzi accessibili per tutti, con un forte coinvolgimento degli agricoltori e dei pescatori europei: Politica agricola comune (PAC) e Politica comune della pesca (PCP) restano infatti strumenti fondamentali del prossimo ciclo finanziario e nella proposta della Commissione almeno il 40% del budget della PAC e almeno il 30% del FEAMP dovranno contribuire all’azione per il clima. La salvaguardia e il ripristino degli ecosistemi naturali, che ci forniscono cibo, acqua dolce, aria pulita e riparo e che attenuano le catastrofi naturali e contrastano parassiti e malattie è uno degli elementi portanti del Green Deal europeo: entro marzo 2020 sarà pubblicata anche la strategia per la biodiversità, che declinerà la posizione della Commissione alla Conferenza delle parti della Convenzione sulla diversità biologica, che si svolgerà a Kumming nell’ottobre prossimo, fissando obiettivi e misure realizzabili per arginare la perdita di biodiversità. Questa strategia, che comprenderà anche proposte per rendere più verdi le città europee e aumentare la biodiversità negli spazi urbani, sarà anche la base per una strategia sulle foreste e per misure nel settore dell’economia blu. L’obiettivo “impatto climatico zero” non può non comprendere interventi in materia di prevenzione dell’inquinamento e di eliminazione degli inquinanti: nel 2021 la Commissione adotterà un piano d’azione per l’inquinamento zero di aria, acqua e suolo e una strategia in materia di sostanze chimiche per la sostenibilità. Per dar forza alla sua azione e persuadere le altre nazioni a seguirla, la Commissione continuerà anche a promuovere in tutto il mondo politiche ambiziose in materia di ambiente, clima ed energia, dispiegando una diplomazia del Green Deal e impegnandosi perché l’Accordo di Parigi resti un caposaldo della lotta ai cambiamenti climatici: l’impegno maggiore si riverserà sui paesi limitrofi e sull’Africa, oggetto di una strategia globale attesa nei prossimi mesi. Ultimo, ma non per importanza, a marzo la Commissione lancerà un patto europeo per il clima attraverso il quale coinvolgere i cittadini dando loro un ruolo nella formulazione e attuazione di nuove azioni, che si muoverà sulla falsa riga dei dialoghi con i cittadini della Commissione.   Per realizzare gli obiettivi del Green Deal saranno necessarie enormi risorse finanziarie. Per conseguire gli obiettivi in materia di clima ed energia attualmente previsti per il 2030 si stima che occorreranno investimenti supplementari annui dell’ammontare di 260 miliardi di €, pari a circa l’1,5 % del PIL del 2018, per i quali sarà necessaria la mobilitazione dei settori pubblico e privato. A metà del mese di gennaio, quasi contemporaneamente all’endorsement del Parlamento europeo, che ha sollecitato la Commissione a proporre traguardi ancora più ambiziosi, è stato presentato dalla Commissione anche il Piano Investimenti per il Green Deal (denominato anche Piano investimenti per un’Europa sostenibile), il pilastro finanziario della sua attuazione, che illustra in che modo i diversi programmi del prossimo ciclo finanziario (2012-2027) contribuiranno ciascuno per la sua parte alla realizzazione del Green Deal e che fissa l’obiettivo di incrementare i finanziamenti e mobilitare almeno 1.000 miliardi di euro per la transizione verde e crea un quadro che consenta ai privati e al settore pubblico di effettuare investimenti sostenibili e di supportare le amministrazioni pubbliche e i promotori di progetti perché sappiano individuare progetti sostenibili e siano in grado di renderli eseguibili. Il piano comprende il Meccanismo per una transizione giusta destinato alle regioni, all’interno degli Stati membri, più esposte alle ripercussioni della transizione in quanto le loro economie sono più dipendenti da attività legate a catene del valore dei combustibili fossili. Il Meccanismo contribuirà a generare investimenti in attività alternative operando su 3 assi di intervento: 1) Il Fondo per una transizione più giusta (Just transition fund) destinato alle regioni specifiche individuate dagli Stati membri al loro interno di concerto con la Commissione; per queste regioni sono disponibili 7,5 miliardi di nuovi fondi ai quali si andranno ad aggiungere contributi del FESR e del FSE+ oltre a fondi nazionali di co-finanziamento, che dovrebbero rendere disponibile una cifra indicativa di 30-50 miliari totali 2) Un sistema specifico per una transizione giusta nell’ambito di InvestEU, che ha lo scopo di attrarre investimenti privati nei territori interessati (per esempio nei settori dell’energia e dei trasporti e per aiutare le autorità pubbliche ad individuare nuove fonti di crescita) e che punta a mobilitare circa 45 miliardi di investimenti 3) Uno strumento di prestito per il settore pubblico, in collaborazione con la BEI, per accordare prestiti al settore pubblico destinati ad esempio agli investimenti nelle reti di teleriscaldamento e alle ristrutturazioni edilizie, che dovrebbero mobilitare investimenti per 25-30 miliardi Perno del Meccanismo e punto di riferimento per tutti i suoi assi sono i Piani territoriali per la transizione giusta che definiscono le sfide sociali, economiche e ambientali derivanti dalla graduale cessazione delle attività connesse ai combustibili fossili e dalla decarbonizzazione di processi e prodotti ad alta intensità di gas a effetto serra. All’interno dei Piani, preparati dagli Stati membri in dialogo con la Commissione, verranno individuati i territori ammissibili a beneficiare del Fondo per la transizione più giusta, per ciascuno dei quali dovranno illustrare il processo di transizione e i tipi di operazioni prospettate. Questi piani, che dovranno essere coerenti con i piani nazionali per l’energia e il clima, saranno allegati ai programmi della politica di coesione che comportano il sostegno del Fondo per una transizione giusta e saranno adottati dalla Commissione insieme a essi; una volta approvati i piani, le regioni individuate potranno accedere sia ai finanziamenti del Fondo per una transizione più giusta sia a quelli degli altri due pilastri del Meccanismo. Parallelamente a tutte queste iniziative la Commissione nel corso del 2020 procederà anche all’avvio dell’iter per il nuovo programma d’azione per l’ambiente, complementare al Green Deal europeo, che andrà a sostituire il VII programma d’azione (in vigore fino a fine anno).  

Formulari e Documenti
Comunicazione – Il Green Deal europeo (file .pdf)
Comunicazione – Il Green Deal europeo – Azioni chiave (file .pdf)
Comunicazione – Piano Investimenti del Green Deal europeo (file .pdf)

Partecipa alla Startup Competition più grande d’Italia

L’innovazione nelle sue diverse declinazioni rappresenta una concreta opportunità per il rinnovamento, il rilancio e lo sviluppo socio economico del nostro Paese.

Il WMF – We Make Future per il settimo anno consecutivo vuole incentivare l’unione tra innovazione e imprenditoria attraverso l’organizzazione della Startup Competition più grande d’Italia. L’obiettivo è contribuire a promuovere e supportare idee e progetti innovativi.

Il cuore della Startup Competition è “l’elevator pitch”, una breve presentazione che racchiude gli elementi chiave di un’idea imprenditoriale, pensata per attrarre possibili investitori o promuovere una business idea.

Al termine della fase di selezione, il Team Innovation del Festival annuncerà le 6 startup finaliste che avranno la possibilità di esporre il proprio pitch sul Mainstage di fronte alla giuria e al pubblico presente al Festival. Ogni team avrà 3 minuti di tempo per presentare gli elementi chiave della propria idea. La giuria avrà poi altri 3 minuti per formulare domande di approfondimento. Al termine, giurati e pubblico esprimeranno il proprio voto per decretare il vincitore.

La call è dedicata a individui, team, start up e aziende con progetti o idee innovative.

I progetti candidati alla Startup Competition vengono selezionati sulla base dei seguenti criteri:

  • Competenze del team, conoscenza del settore, realizzabilità del progetto;
  • Stadio di sviluppo del prodotto/servizio;
  • Grado di innovazione e difendibilità della stessa;
  • Contesto competitivo e posizionamento;
  • Rispondenza con i bisogni del mercato e della clientela e dimensione della stessa;
  • Potenzialità di business dell’idea.

Per maggiorni informazioni, consultare il sito:

https://www.webmarketingfestival.it/startup-competition/

Anche a Natale compra locale!

E’ lo slogan migliore per questo Natale 2019. Noi del POLO NET vi suggeriamo un regalo che parla del nostro territorio perché fare un regalo a Km ZERO significa prima di tutto sostenere l’ambiente diminuendo le emissioni di CO2, ma anche scegliere prodotti genuini e finanziare le imprese locali.
💫AUGURI dal POLO NET

NET in Kenya -11-22 novembre 2019


Si è conclusa positivamente la missione organizzata dal Consorzio NET – soggetto gestore del Polo di Innovazione Ambiente e Rischi Naturali – e realizzata in Kenya nell’ambito del proprio programma di internazionalizzazione, facendo seguito alla  Convenzione stipulata nel mese di luglio 2019  insieme ad altri soggetti e soci di NET, con l’organizzazione IKSDP di Nyandiwa nella Regione del Gwassi, in rappresentanza  delle comunità locali della zona.

L’obiettivo della missione era di verificare la possibilità di localizzare presso il Centro IKSDP  di Nandiwa, una  sede operativa del Polo  dove avviare attività di ricerca  sui temi prioritari di tutela e valorizzazione di aree ambientalmente fragili e  di sperimentazione di “pratiche” di contrasto e  adattamento ai cambiamenti climatici. La sperimentazione di interventi e progetti in realtà, come il Kenya, dove le problematiche di sviluppo sostenibile sono evidenti ed urgenti e dove gli eventi estremi si susseguono con estrema rapidità e intensità, oltre a rappresentare una grande opportunità per imprese e istituzioni aderenti a NET, possono fornire metodi e buone pratiche da cui trarre indicazioni e fare riferimento per la realizzazione di azioni concrete di sviluppo sostenibile ed innovazione anche nella realtà calabrese.

Alla missione hanno partecipato Pietro Milasi, Direttore Generale di NET; Pietro Polimeni, Responsabile Infrastrutture di Ricerca di NET; Nicola Pacini, biologo, Ricercatore dell’Università UNICAL e “focal point” in Kenya del Progetto SASS (Sistemi Alimentari e Sviluppo Sostenibile) e in particolare del Naivasha Basin Sustainability Initiative, progetto in corso di realizzazione in Kenya e Tanzania da parte di un consorzio di Università italiane guidate dalla Bicocca di Milano con la partecipazione della Cattolica, Pavia, Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cuneo) e lo European Centre for Development Policy Management di Maastricht.  Il gruppo è stato coadiuvato in loco dal responsabile dell’IKSDP Antonio Labate e dal  Prof.  Ralf Udo  Mueller dell’Università di Postdam – Germania, già in zona per studi sulla  biodiversità dell’area.

Bando INGEGNO – Calabria Europa

Si segnala la pubblicazione dell’avviso pubblico relativo al bando INGEGNO sul BURC n. 126 del 15/11/2019.

L’azione ha come obiettivo ultimo la trasformazione di risultati della ricerca in prodotti o servizi reali volti al miglioramento e alla crescita aziendale delle imprese calabresi. Nello specifico, la Regione Calabria intende valorizzare i risultati della ricerca scientifica attraverso percorsi di sviluppo in collaborazione con le imprese del territorio, favorendo l’ingegnerizzazione industriale di soluzioni tecnologiche in Stadio di sviluppo compreso fra TRL 4 e TRL 7.

Possono partecipare al percorso INGEGNO i gruppi di ricerca o i singoli ricercatori delle Università pubbliche e degli Enti Pubblici di Ricerca.

Il percorso di valorizzazione sarà dedicato esclusivamente ai risultati della ricerca ricadenti in una o più delle otto Aree di Innovazione della Smart Specialization Strategy (S3) della Regione Calabria, di cui alla DGR n. 249/2016 e di seguito elencate:

  • Agroalimentare
  • Edilizia Sostenibile
  • Turismo e Cultura
  • Logistica
  • ICT e Terziario innovativo
  • Smart Manufacturing
  • Ambiente e Rischi Naturali
  • Scienze della Vita

Le domande di accesso alla FASE 1 potranno essere presentate a partire dalle ore 12:00 del 16/12/2019

Per maggiori informazioni si rinvia al link di seguito:

http://calabriaeuropa.regione.calabria.it/website/bando/352/ingegno.html

Seminario 5 Dicembre 2019 “Criteri ambientali minimi, acquisti verdi e riuso della plastica per uno sviluppo ecosostenibile”

Il Consorzio NET, Ente gestore del Polo di Innovazione Regionale “Ambiente e Rischi Naturali”, è lieto di invitare la S.V. al seminario “Criteri ambientali minimi, acquisti verdi e riuso della plastica per uno sviluppo ecosostenibile”.

Al termine del seminario sarà inaugurato il “Laboratorio per lo studio, la prototipazione e la realizzazione di oggetti tramite l’uso sostenibile dei rifiuti plastici”.

Si allega programma dell’evento.

Saremo lieti della vostra partecipazione.

Il Futuro non si brucia. Il Futuro si PIANTA!

E’ lo slogan della campagna social lanciata dal POLO NET (Polo d’Innovazione Ambiente e Rischi Naturali) di Crotone.

Il 21 novembre si celebra la Giornata Nazionale degli Alberi istituita dal Ministero dell’Ambiente e sarà l’occasione per ricordare che gli alberi sono fondamentali per l’ecosistema dell’uomo, in particolare per i contesti urbani, per la lotta all’inquinamento e per migliorare la qualità della vita.

L’intento della campagna Il futuro non si brucia. Il futuro si PIANTA! è quello di socializzare informazioni positive attraverso i social media con focus rivolto soprattutto ai giovani in attività scolastica.

Capofila di questa campagna è il Polo Net, il Consorzio di imprese gestore del Polo di Innovazione Regionale “Ambiente e Rischi Naturali, che con il supporto del Parco Nazionale della Sila e dell’ARPACAL (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria) hanno l’obiettivo comune di promuovere una sana cultura ambientale attraverso la promozione di una maggiore consapevolezza nelle nuove generazioni evidenziando alcuni temi in particolare: gli alberi assorbono anidride carbonica e restituiscono ossigeno, proteggono la biodiversità, hanno un ruolo fondamentale nella prevenzione del dissesto idrogeologico e aiutano a ridurre il riscaldamento climatico.

“Nel 2050 – afferma il Presidente del POLO NET, Luigi Borrelli – si prevede che il 70% della popolazione mondiale vivrà in città o comunque in aree fortemente urbanizzate, con il rischio concreto che di alberi non se ne vedranno tanti. Ciò potrà non essere un problema se lo sviluppo urbano seguirà nel prossimo futuro le idee fondamentali dell’ecologia urbana. Pianificare in modo diffuso e omogeneo la presenza di alberi e altre specie verdi nella progettazione cittadina permetterebbe di mantenere le funzioni eco-sistemiche degli alberi stessi. Ciò aiuterebbe anche a proseguire nella valorizzazione di alcuni aspetti cruciali per la vita in città: un arredo urbano piacevole, una pulizia dell’aria costante, il mantenimento della biodiversità e così via. Molto possono fare in questo senso le amministrazioni incaricate di pensare o ripensare il nostro modo di vivere e abitare nel prossimo futuro”.

“Abbiamo aderito all’idea del POLO NET – ha dichiarato il Direttore Generale dell’Arpacal, dott. Domenico Pappaterra – perché queste iniziative confermano quanto efficace possa essere, per campagne di comunicazione ambientale ma anche per iniziative più tecniche sul territorio, la condivisione d’intenti tra i diversi attori che operano nello scenario regionale. La nostra Agenzia sarà sempre disponibile a dialogare con tutti i soggetti che abbiano a cuore la protezione dell’ambiente calabrese”.

La campagna social sarà rivolta in particolare alle scuole attraverso un POST che recherà lo slogan Il futuro non si brucia. Il futuro si PIANTA!e veicolerà le splendide immagini del Parco della Sila.

In fondo, come disse la poetessa Lucy Larcom, “Chi pianta un albero pianta una speranza”! 

Convenzione Quadro per la promozione dello Sviluppo Tecnologico attraverso iniziative di Cooperazione Internazionale

Firmata a Reggio Calabria il 28 settembre 2019 la Convenzione Quadro tra NET, l’Associazione AzimutAlta Formazione, l’Università Mediterranea di Reggio Calabria , il Consorzio Ecolandia e  l’Organizzazione Internazionale   IKSDP- Nyandiwa Italian Kenyan Scout Self help Project del Kenya finalizzata a promuovere dal territorio calabrese un percorso di cooperazione internazionale sui temi dello sviluppo locale sostenibile, attraverso iniziative e progetti di scambio tecnico, culturale, di ricerca scientifica e sviluppo tecnologico.

Già da tempo tutti gli attori coinvolti nella stipula dell’accordo di collaborazione operano congiuntamente in Calabria e nella  zona di  Nyandiwa, ubicata nella Regione dei  Gwassi in prossimità del Lago Vittoriain Kenya, ognuno nel proprio specifico campo di azione ritenendo altamente significativo collaborare secondo i principi della solidarietà e sussidiarietà in direzione di uno sviluppo sostenibile e duraturo e di cooperazione tra i popoli a tutti i livelli.NET,come soggetto gestore del Polo di Innovazione “Ambiente e Rischi Naturali”, partecipa con la sua specificità, all’attività di cooperazione internazionale in Kenya denominata ‘Calabria for Harambee’  finalizzata allo sviluppo sostenibile delle comunità locali.

Tra le principali finalità del lavoro di cooperazione che tutti i firmatari della Convenzione si sono impegnati a sviluppare nel tempo, si sottolineano il contributo alla formazione tecnico-scientifica del personale Keniota, lo sviluppo delle aree rurali in Italia e in Kenya e il rafforzamento del legame tra le due realtà per affrontare le sfide ambientali e sociali  nel quadro degli obiettivi dell’Agenda 2030.  In questo ambito quindi, le parti intendono portare avanti iniziative e progetti nei settori prioritari dell’agricoltura e della forestazione sostenibile, nella tutela e valorizzazione delle risorse naturali e del paesaggio , nella pianificazione territoriale e della città, nell’innovazione tecnologica e  dell’economia circolare.

NET, nell’ambito del suo programma di internazionalizzazione sosterrà l’iniziativa a partire dalla localizzazione di una  sede operativa presso la comunità di Nandiwa nella Regione del Gwassi, dove avvierà attività di ricerca e sperimentazione sui temi prioritari di tutela e valorizzazione di aree ambientalmente fragili e sui relativi rischi naturali.

La sperimentazione di “pratiche” di contrasto e adattamento ai cambiamenti climatici in realtà  come il Kenya, dove gli eventi estremi si susseguono con estrema rapidità e intensità,  possono fornire metodi e comportamenti da cui trarre indicazioni per azioni e buone pratiche utili al contrasto e all’adattamento ai cambiamenti climatici anche nella realtà calabrese.

Il progetto si svilupperà nel tempo secondo i seguenti indirizzi:

1) Realizzazione di un campo sperimentale prototipo in Kenya – Regione del Wassi che permetterà di valutare preliminarmente, a scala di laboratorio in scala naturale:

–   soluzioni tecniche-scientifiche e modelli agro-forestali innovativi per la mitigazione degli effetti della desertificazione nei territori marginali all’agricoltura, adattabili al territorio calabrese;

– soluzioni ecosostenibili negli ecosistemi agricoli e forestali per il contrasto ai processi di desertificazione (rinaturalizzazione forestale; recupero e valorizzazione di ecotopi vegetali resistenti agli stress idrici, ecc.);

– Biomonitoraggio degli ecosistemi e messa a punto di indicatori di allerta precoce di stati di stress nei vegetali (utilizzo di tecnologie e sistemi non distruttivi);

2) Sviluppo e sperimentazione di un sistema di allerta-monitoraggio-risposta agli eventi estremi  secondo il modello M&E Report elaborato dall’ONG Cospe e, in particolare, per prevenire e reagire ai cambiamenti climatici, attraverso pratiche resilienti per la mitigazione degli effetti della siccità.